Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/242

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(3189-3190) pensieri 235

sofi o privati politici di altissimo valore, benché d’animo nobilissimi, sensibilissimi, rarissimi, benché spesso capacissimi di dilettar sommamente o di sommamente giovare a qualsivoglia società e a qualunque genere di persone coi loro scritti o colle produzioni qualunque del loro ingegno, lungamente e maturamente, o almeno riposatamente, pensate; anzi, benché le dette misere qualità siano pur troppo proprissime de’ singolari ingegni, e tanto piú quanto alcun d’essi piú s’innalza sopra il comune, e a proporzione di ciò piú invincibili e costanti; e benché quasi tutti gl’ingegni veramente singolari e sommi, massime quelli che risplendettero o risplendono negli studi delle scienze, delle lettere o delle arti, fossero e sieno piú o meno partecipi di tali qualità caratteristiche, si può dire, degli straordinarii e sublimi talenti (vedi fra l’altre cose il Pseudo-Donato nella Vita di Virgilio  (3190) cap. 6, fine, dov’è l’autorità di Melisso Grammatico, liberto di Mecenate, contemporaneo di Virgilio: Forcellini in Melissus, Fabricius, Bibliotheca Latina, I, 494); contuttociò questi tali nella società, se non da quelli che conoscono per altra parte il loro merito, e che conoscendolo sono capaci di apprezzare chi lo possiede, sono generalmente (e non irragionevolmente, perocché niun diletto e molta noia e fatica reca la loro conversazione) disprezzati ed evitati, ancor maggiormente che quelli dell’altra specie, e confusi dai piú coi primi del primo genere, ai quali infatti, nell’esteriore e in ciò che d’essi apparisce, quasi a capello si rassomigliano. In questo genere si può recar per esempio della prima specie l’Alfieri, della seconda G. G. Rousseau.1 Anche questo genere di persone, benché


  1. L’abitudine di sempre pensare e di poco parlare; di raccòr tutto dentro e poco versar di fuori; di trattenersi con se stesso, di stare raccolto come un devoto, di poco agire, poco conversar nelle cose del mondo, poco trattare per attendere agli studi; spendere tutte le sue facoltà nel proprio interno ec. ec., tutte queste cose rendono l’individuo incapace di