Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/92

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(2930-2931-2932) pensieri 85

litum antiqui frequentius usurpabant quam nunc nos dicimus.  (2931) Infatti pistillum, pistor, pistrinum e quasi tutti i derivati di pinso vengono dal supino o participio pistum o pistus. Ora, secondo Festo, al suo tempo questo participio o supino molto usitato dagli antichi era poco frequentato. Egli vuol certo dire nel linguaggio polito e nella scrittura. Ma eccovi che il volgo latino e il parlar familiare conservava l’uso antico e conservollo sino all’ultimo, giacché nelle lingue figlie della latina non resta quasi (dico quasi per rispetto al verbo pisar ec. di cui qui sotto) del verbo pinsere altro che quello che appartiene al suo participio pistus, cioè pesto, pisto, italiano e spagnuolo, pestare, pestello ec. E il verbo pestare o pistare che sembra essere sottentrato ne’ bassi tempi all’originale pinsere, nel luogo del quale ei si conserva fra gl’italiani anche oggidí, fu formato allora da pistus, o s’ei fu proprio anche degli antichi latini, certo è ch’egli si conservò nelle bocche del volgo e nel parlar familiare, andando in disuso e totale dimenticanza il verbo pinso, al contrario di quello che  (2932) sembra dir Festo, o che si potrebbe ragionevolmente raccogliere dalle di lui soprascritte parole chi non sapesse i fatti.

Pistus1, onde pistare, è formato evidentemente dal regolare e primitivo pinsitus, toltagli la n, onde pisitus, e contratto questo in pistus, come positus, repositus ec. in postus, repostus. E vedi la p. 2894. Ora, come da pinsitus pisitus e pistus, tolta la n, cosí da pinsus, altro participio irregolare di pinso, del qual participio altresí s’hanno parecchi esempi (vedi Forcellini in pinso, fine, e pinsus), fu fatto, secondo me, pisus, e da questo, siccome da pistus pistare, viene il verbo pisare, il quale conseguentemente e secondo questo discorso, è un continuativo di pinsere, appunto come pistare, e come forse pinsitare. Se a questo discorso avessero posto mente quelli che appresso Varrone e Plinio sostituiscono il

  1. Veggasi la p. 3035, segg.