Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/453

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448 pensieri (4069-4070)



*    Comidos y hebidos, como suele decirse. Don Quijote, par.2, ed. Madrid, 1765, tomo IV, p. 169, cioè que han comido y bebido (17 aprile, sabato Santo, 1824).


*    Non molto addietro ho notato in questi pensieri, p. 4062 segg., la maggior disposizione naturale alla felicità che hanno i popoli di clima assai caldo e gli orientali, rispetto agli altri. Notisi ora che in verità questi erano i climi destinati dalla natura alla specie umana, come si dimostra quanto all’oriente, dalle antiche tradizioni che provano l’origine del genere umano essere stata in quei paesi, secondo il detto da me altrove in piú luoghi, e quanto ai climi assai caldi in generale, dall’essere essi i soli in cui l’uomo possa viver nudo, come la natura lo ha posto, e senza altri soccorsi contro gli elementi, di cui la natura l’ha lasciato sfornitissimo, e che in altri paesi gli sono di prima necessità e non pochi né facili a procacciare, né insegnati dalla natura, ma bisognosi di molte esperienze, casi ec. La costruzione ec. degli altri animali qualunque e delle piante ci fa conoscere chiaramente la natura de’ paesi, de’ luoghi, dell’elemento ec. in cui la natura lo ha destinato a vivere, perché se in diverso clima, luogo, ec. quella costruzione, quella parte, membro ec. e la forma di esso ec. non gli serve, gli è incomoda ec., non si dubita punto che esso naturalmente non è destinato a vivervi, anzi è destinato a non vivervi. Ora, perché simili argomenti saranno invalidi  (4070) nell’uomo solo? quasi ei non fosse un figlio della natura, come ogni altra cosa creata, ma di se stesso, come Dio (17 aprile, sabato Santo, 1824).


*    Gli uomini governati in pubblico o in privato da altri, e tanto piú quanto il governo è piú stretto (i fanciulli, i giovani ec.) accusano sempre, o tendono naturalmente ad accusare de’ loro mali o della mancanza de’ beni, delle noie e scontentezze loro, quelli