Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/16

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(4090-4091) pensieri 11


(20 maggio 1824). Nel Petrarca, Canzone Una donna piú bella ec., strofe 3: Altro volere o disvoler m’è tolto. Altro sta per alcuna cosa, nulla, quidquam (21 maggio 1824).


*    Si riprende l’uomo che non sia mai contento del suo stato. Ma in vero questo non è che la sua natura sia incontentabile, ma incapace di esser felice. Se fossero veramente felici, il povero, il ricco, il re, il suddito si contenterebbero egualmente del loro stato, e l’uomo sarebbe contento come possa essere qualunque altra creatura, perch’egli è altrettanto contentabile (20 maggio 1824).


*    Rodo-rosum-rosicchiare, rosecchiare, rosicare (volgarmente), frequentativo o diminutivo (20 maggio 1824).


*    Alla p. 4081. L’uomo sarebbe onnipotente se potesse esser disperato tutta la sua vita, o almeno per lungo tempo, cioè se la disperazione fosse uno stato che potesse durare (21 maggio 1824).


*    S’è veduto altrove come la irregolarità e i vizi palpabili delle ortografie straniere vengano in gran parte dall’aver voluto accomodare le loro scritture alla latina. Ora egli è pur curioso che gli stranieri vogliano poi pronunziare la scrittura latina nel modo in cui pronunziano la propria. Questa non corrisponde alla parola pronunziata, perché l’hanno voluta scrivere alla latina, e le parole latine le vogliono poi pronunziare  (4091) colla stessa differenza dalla scrittura, che usano nel pronunziar le loro parole, perché sono male scritte. Ma se esse sono male scritte, le latine sono scritte bene, però s’hanno a pronunziar come sono scritte e non altrimenti; e gli stranieri mostrano di non ricordarsi che essi non pronunziano diversamente