Pastorali/Annotazioni

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Alexander Pope - Pastorali (1709)
Traduzione dall'inglese di Emidio De' Vincenzi (1767)
Annotazioni
Verno Pastorali
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ANNOTAZIONI


F A T T E


SU LE QUATTRO PRECEDENTI


PASTORALI


DAL


TRADUTTOR ITALIANO.

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ANNOTAZIONI

ALLA PRIMA PASTORALE.


1. È Windsor un borgo d’Inghilterra in Berkshire col titolo di Vicecontea, assai rinomato per lo Castello di diporto, che i Rè d’Inghilterra vi anno dopo Guglielmo il Conquistatore. Sta sulla riva del Tamigi sette leghe da Londra; ma la gran foresta, che giace nel suo territorio lo rende più famoso. È qui da notarsi, che nel primo verso il Traduttor franzese spiegando the silvan strains dell’Originale colle seguenti voci les aires des forets; non è esente da quegli equivoci, che devonsi evitare da ogni buon Traduttore. Le arie delle foreste possono pur significare altra cosa, che i canti silvani, de’ quali parla l’Originale.

2. Albione nome antico d’Inghilterra from her white cliffs, cioè da’ suoi bianchi monti. Quì il Franzefe traduce antro questa voce clift, che sta per colle, o rupe. E sembra, che Pope avesse presente quel di Virgilio:

               . . . . . Ipse jam carmina rupes,
     Ipsa sonant arbusta egl. 5.

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3. Il Signor Guglielmo Trumbal dopo essere stato Segretario di Stato sotto Guglielmo III. avea dimessa la carica ed erasi ritirato a Windsor sua Padria. Ed a ciò qui si allude. È da notarsi però, che il Franzese non ha scorto, che le voci = are lost = si rapportano allo stesso Signor Trumbal, che con somma energia si dice da Pope, illustramente perduto a tutt’il Mondo. E con tale inavvertenza si scosta dal sentimento dell’Originale, e ne svilisce la sublimità.

Soon. S’imita Virgilio egl. 8.

Cum Ros in tenera pecori gratissimus herba &c.

Il Testo Inglese dell’edizione di Londra dell’anno 1720., che contiene i Miscellanj del Sig. Pope, è in questo luogo alquanto vario dall’edizione da me seguita, e porta così:

     Daphnis and Strephon to the shades retir’d,
     Both warm’d by Love, and by the Muse inspir’d
     Fresh as the morn, and as the season fair,
     In flowry vales they fed their fleecy care;
     And while Aurora gilds the mountain’s side,
     Thus Daphnis spoke, and Strephon thus reply’d.

     Dafni, e Strefon sen givan per le selve
     Ambo d’amor ferventi, ambo ripieni
     Di Musa i petti; E come il mattin freschi,
     Vezzosi al par della Stagion, tra valli
     Pascean fiorite la lanuta cura;

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E mentre l’Alba indora al monte il dorso,
Sì disse Dafni; e sì Strefon rispose.

4. Il Franzese ha perduto la più viva circostanza, con avere omesso di tradurre la voce whitening, che significa biancheggiante, volendosi accennare l’ora mattutina, per cui resa già priva di tenebre la valle, fondava la sicurezza delle greggi.

5. Si osserva qui nel Franzese una trasposizione di questo verso, il quale sta molto meglio al suo luogo, come vedesi nell’Originale. Non si sa, se sia stato difetto di attenzione del chiarissimo Traduttore, o pure l’indole della sua favella, la quale essendo troppo soggetta nella Sintassi, gli ha impedito di secondare il periodo nella maniera viva dell’Originale. Le lingue troppo schiave dell’ordine non son proprie a tradurre altre più libere, ed enfatiche.

È anche qui da notare, che dicesi da Pope, essere i pastorelli as the season fair, cioè belli come la stagione, intendendo della Primavera, di cui qui trattasi; il Franzese all’incontro dimentico forse di tal circostanza, traduce Eclat du jour, e così perde il sentimento originale, e la vaghezza.

6. Quì il Franzefe col riunire in una le due proporzioni, ci toglie molto della grazia dell’Originale. Sembra, che Pope avesse [p. 98 modifica]presente quel di Virg. Egl. 7

Hos Corydon, illos referebat in ordine Thyrsis.

6. Questa voce yon sta come avverbio di luogo per ivi, colà, là &c. quindi il Franzese non bene ne indica la forza con tradurre ses boeufs. Di simili avverbi di luogo ne sono ripieni gli Idilli di Teocrito, e sin nel primo vi si osserva ne’ due versi, che incominciano

Ἄδιον, ὦ ποίμαν &c.

ed il Salvini così ne fa la versione

O Pecoraio più soave è il suo
Canto, che quella lì, che di sù alte
Da quel masso giù stilla acqua sonora.

8. Il Franzese traduce Pompres la voce Vines, che propriamente significa viti, ed impacciandosi tra’ questi pampani perde di veduta il sentimento originale. Virg. quì imitato Egl. 3. dice così:

Lenta quibus torno facili superaddita vitis

Teocrito è anche quì imitato negl’Idilj 1., e 5.

9. La voce bind, non significa sostiene, come traduce il Franzese. Senza della molta Astronomia quì si comprende, che s’intende del Zodiaco. Questo circolo de’ maggiori della Sfera Celeste siccome chiamasi Zona, o Fascia, perchè a differenza degli altri è largo ben sedici gradi, così propriamente cinge e fascia. Ed a decidere quest’articolo di architettura celeste pare assai propria l’autorità [p. 99 modifica]di Vitruvio, che nel lib. 9. cap. 4. parlando del Zodiaco, dice: Tunc etiam per medium transversa, & inclinata in meridiem circuli delata Zona, duodecim signis est conformata. Che così viene volgarizzato dal chiarissimo Sig. Marchese D. Berardo Galiani: Oltracciò passa per lo mezzo una larga fascia a traverso, e inclinata verso il mezzogiorno composta di dodici segni: La chiarezza brillante di questa versione opposta alle buje espressioni dell’Originale ci dimostra, che i Mani di Vitruvio anno amorevolmente concesso al detto Sig. Galiani suo Nazionale le chiavi della sua intelligenza, le quali in vano altri letterati stranieri si sono sforzati di svellergli, per l’illustrazione di un’opera, in cui non la sola Architettura, ma ben anco quant’avvi di più sublime, ed utile nelle mattematiche universali, e nell’Erudizione, si contiene.

*Then sing: Virg. Egl. 7.

Alternis igitur contendere versibus ambo
Cœpere; alternos musæ meminisse volebant.

Ed Egl. 3

Alternis dicetur, amant alterna camœnæ

*Now: Virg. Egl. 3.

Et nunc omnis ager, nunc omnis parturit arbos;
Nunc frondent sylvæ non formosissimus annus.

*A milk: Virg. ibid.

Jam cornu petat, & pedibus qui spargat arenam.

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* Me gentle: Virg. ib.

Malo me Galatea petit lasciva puella;
Et fugit ad salices, & se cupit ante videri.

Teoc. idil. 5.

Βάλλει καὶ μάλοισι τὸν αἰπόλον ἀ Κλεαρίστα.

*Celestial: Virg. Egl. 7. populus &c.

*All nature: Virg. ibid. aret ager &c.

If Delia: Un leggiadro Traduttor Inglese dell’arte di amare di Ovidio traslatando quei versi, che cominciano Quis credat: dice così

Who can beleeve? to laugh maides make an Art,
And seeke a pleasant grace in that same part.
Chi ’l crederia? del dolce riso un’arte
Formano le donzelle; e grati vezzi
Studiansi d’acquistar per questa parte.

* Ev’nspring. Virg. Egl. 7. Omnia nunc rident &c.

*Say. Virg. Egl. 3. Dic quibus in terris, & eris &c.

10. Si allude qui alla, quercia, in cui si rifugiò Carlo II. dopo la battaglia di Wincester. Il Franzese perde quì tutta la leggiadria dell’Originale col non tradurre secondo il proprio significato il verbo bear: il quale sebbene abbia delle molte significazioni, ed in rapporto agli alberi stia per portare, o produrre; pure non vi è fra loro quella datagli qui dal Franzese.

11. The thistle: Si allude ai gigli di Francia, ed al Cardone d’Inghilterra. Thistle sta per [p. 101 modifica]Cardone. Thistleworth è un borgo di Middlesex otto miglia distante da Londra posto sul Tamigi, e frequentato da quella Nobiltà. In Iscozia vi è un’Ordine di Cavalleria detto of the thistle, o sia del Cardone, che dicesi ancora Ordine di S. Andrea.

And then: Virg. ibid. Dic quibus in terris inscripti &c.
               ......Et phyllida solus habeto.

12. Non ha qui avvertito il Franzese, che la voce retreat sta per nome, e non per verbo, di modo, che a soft retreat significa un luogo morbido, e proprio a ricoverarvisi; Egli all’incontro prendendo questa voce per verbo, traduce così: En se retirant lentement on est souvent surpris des plujes subites. E con questo suo ritirarsi lentamente, che non fa al caso, perde di veduta il bel ricovero dell’Originale, e resta Egli nel gineprajo. E quì terminano le mie annotazioni sul Franzese, che non son poche in rapporto alla brevità di una sola Pastorale. Ed osservando la promessa fatta nella Prefazione, lascio, che in appresso i Leggitori aggiscano da persestessi. Dichiaro bensi, che tutto ciò si è fatto per lo solo amore della verità; ed affinchè i novelli Filobrettoni delle nostre Maremme non siano pregiudicati da sì fatte traduzioni, giacchè offende il linguaggio un composto di [p. 102 modifica]semplici parole; vuol errarsi anche nel composto da chi errasi ne’ semplici componenti. Del resto ho io tutta la stima del merito del Sig. di Lastrac, e dell’illustre memoria di Madama di Pompadour a cui ha Egli dedicata questa sua versione.


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ANNOTAZIONI


ALLA SECONDA PASTORALE.


I Quattro versi del principio di questa Pastorale si trovano anche varj nell’accennata edizion di Londra del 1720., e sono come seguono:

A faithful Swain, whom Love had taught to sing,
Bewail’d his fate beside a silver spring;
Where gentle Thames his winding waters leads
Thro’ verdant forests, & thro’ flow’ry meads.

Un Pastorel fedele, al qual Amore
Maestro era del canto; il suo destino
Presso un fonte argentin piagnea dolente:
Ove il gentil Tamigi tortuose
Conduce l’onde tra foreste verdi
E tra fioriti prati.

Accept: L’ellera fin dai più remoti tempi fu riconosciuta per una pianta pastorale. Nel lib. 14 dell’Odissea ci dice Omero, che Ulisse essendo stato ricevuto da Eumeo in [p. 104 modifica]campagna, Questi nel mangiare gli mescesse del vino in una coppa di ellera, che chiama Kissibio derivato da Kisso, che sta per Ellera. In vers. 78.

Ἐν δ᾽ ἄρα κισσυβίῳ κίρνη μελιηδέα οἶνον.

Mescea del dolce vin in coppa d’ellera.

Pope ha qui imtato Virg. Egl. 8.

. . . Atque hanc sine tempora circum
Inter victrices Hederam tibi serpere lauros.

È diretta la presente pastorale al Sig. Samuele Garth Medico autore della Farmacopea, ed amico del Sig. Pope.

To you. Virg. Egl. 10.: Non canimus surdis; respondent omnia Silvæ.

The sultry: È troppo noto esser Sirio l’Astro Celeste, che chiamasi ancora Canicola. Il nome di Sirio è propriamente greco derivato dal verbo Sireno, che significa seccare, o pure dall’altro Siroo, che significa esaurire; E si vuole, che arrechi col suo orto aumento di calore alla state. I giorni canicolari vengono da questa origine. Tutto ciò non è d’una peregrina erudizione. È noto a chiunque. E pure quì l’illustre Traduttor Franzese prende quest’astro per non sò qual fiume dell’Africa, e lo fa scorrere sulla terra ridevolmente brusiando e monti, e valli. Il [p. 105 modifica]leggitore mi perdonerà, se la stranezza di un tale abbaglio mi fa questa volta uscire dalla promessa già fatta.

Where. Sono qui imitati i due seguenti assai teneri versi di Teocrito nel I. Idil.

Πᾷ πόκ᾽ ἄρ᾽ ἦσθ᾽, ὅκα Δάφνις ἐτάκετο, πᾷ πόκα, νύμφαι;
Ἦ κατὰ Πηνειῶ καλὰ τέμπεα; ἦ κατὰ Πίνδω;

Che così con qualche venustà traduce il Salvini

Dove mai, dove fuste o Ninfe, quando
Si struggea Dafni? forse di Peneo
Per le Tempe leggiadre o intorno a Pindo?

As in Virg. Egl. 2.: Non sum adeo &c. Teoc. Idil. 6.

Ἦ γὰρ πρᾶν ἐς πόντον ἐσέβλεπον (ἦς δὲ γαλαία)

Nel mare mi specchiai, quand’era in calma. Salv.

Once. Imitazione del I. delle metamor. d’Ovid., ove uno de’ Volgarizzatori Inglesi traducendo le parole di Apollo.

Non prosunt Domino, quæ prosunt omnibus artes &c.

Dice col solito brio nazionale,

Ay me! that herbs can Love no cure afford!
That Arts, releeving all, should fail their Lord!

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Oimè! che possa alcun’ ai mal d’amore
L'erbe non han! L’arti, che giovan tutti,
Son troppo manche al proprio lor Signore.

Let other. E’ imitato Teocrito nell’idil. 8. in quel luogo, che comincia

     Μή μοι γᾶν Πίλοπος &c.

Virg. Egl. 7.: Baccare frontem
          Cingite ne Vati nocent mala lingua futuro.

That. Virg. Egl. 2.: Est mihi disparibus &c.
     Fistula; Damoetas dono mihi quam dedit olim;
     Et dixit moriens &c.
See. Virg. Egl.2.: Habitarunt Di quoque silvas &c.

L’edizion di Londra è varia nel verso seguente:

     Some God conduct you to these blissful seats.
     Qualche Dio tu conduci a questo suolo
     Alle sedi beate, alle muscose &c.

Your. Virg. Egl. 9.: Cantante sublime ferent ad sydera Cycni, e Egl. 3.: Partem aliquam venti divum referatis ad aures.

The. Virg. Egl. 8.: Et mutata suos requierunt flumina cursus.

To closer. Virg. Egl. 2.: Nunc etiam pecudes &c.

On me. Ibid. Et Sol crescentis &c.

          Me tamen urit umor.

[p. 107 modifica]Mi è qui occorso di mutare il nome di Rosalinda dell’Originale nell’altro di Clore; Non credo, che il discreto Leggitore mi voglia negare tal licenza poetica, e mettermi frà gli Anabatisti; perchè se non son tali quei Poeti, che per effetto di simil licenza ribattezzano in materia sacra anche de’ nomi Patriarcali; come lo farei io in una materia indifferente?


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A N N O T A Z I O N I


ALLA TERZA PASTORALE.


VA diretta la presente Pastorale al Signor Wycherley Poeta, ed autore di famose commedie, a che si allude nella introduzione di quest’Egloga. Ne’ preliminarj della menzionata Edizione di Londra de’ Miscellanj vi sono alcuni versi di lui, diretti al Sig. Pope, ne’ quali con eleganza e brio dà de’ buoni precetti per la poesia Pastorale.

In detta Edizione di Londra la prima parte della presente contiene non già gli amori di Ila, e di Delia, come nella nostra Edizione; ma sì bene di Ila, e di Tirsi. Sembra, che l’onesta dilicatezza di non prodursi in iscena la pederastia abbia dato luogo a tal mutazione. Anacreonte nelle odi al suo Batillo: Teocrito nel suo Eraste, ed altrove; Virgilio nell’Alessi non ebbero tal riguardo. Furono essi fra popoli assai culti. Quindi ci accenna il Gran Critico, non esser coloro da rimbrottare, di quanto le lor Nazioni non giudicarono indecente. Ma che che si sia di ciò; In questa Pastorale si è fatta tal mutazione di [p. 110 modifica]genere la maniera, che toltine uno o due luoghi, in tutto il rimanente se in vece di Delia si ponga Tirsi, la cosa ritorna alla pristina naturalezza senza molto travaglio. Del resto tutto è laudabile, quando si porge collo spirito della buona morale, ed a solo fine di correggere i vizi.

Not. Imitasi Virg. Egl. 5.

     Quale sopor fessis in gramine, quale per æstum
     Dulcis aquæ saliente sitim restinguere rivo.

Do. Virg. nell'Egl. 8.

     Credimus? an qui amant, ipsi sibi somnia fingunt?
     Parcite, ab urbe venit, iam parcite carmina, Daphnis.

Of perjur’d. Virg. Egl. 8

     Conjugis indigno Nisæ deceptus amore &c.

In their. Milton nel Como usò una somigliante espressione:

          . . . What time the labour’d ox
     In his loose traces from the furrow came.

Si imita Virg. Egl. 2.

     Aspice, aratra jugo referunt suspensa juvenci.

Beneath. Virg Egl. 10.

               . . . Tenerisque meos incidere amores
     arboribus &c.

Pan. Vig. ib. Pan Deus Arcadiæ venit. &c.

Knew. Virg. Egl. Nunc scio quid sit amor &c.

One leap. Si allude quì al salto dell'amante, che [p. 111 modifica]solea prendersi da’ poveri disperati amadori, dal promontorio di Leucade nell’Acarnania, oggi Capo di S. Mauro gittandosi nel mare Jonio, sulla speranza di esser un tal salto l’unico rimedio alla passione di Amore. Il Signor Addison ci ha dato più saporiti Spettatori su questo assai ridevol soggetto, e spezialmente i 223. 227 e 233. In quest’ultimo nell’idea della versione di un M.S. Greco ci fa una viva dipintura della maniera, in cui vuolsi, che la Poetessa Saffo nel suo infelice amore col giovane Faone praticasse questo rimedio, che quì si traduce per darsi con ciò a’ leggitori una idea di questo cirimoniale. Ed è come siegue:

“Saffo Lesbia innamorata di Faone venne al Tempio di Apollo (che stava sull’accenato Promontorio) vestita come una sposa con abiti bianchi al par della neve. Portava sul capo una ghirlanda di mirto, ed in mano il piccolo strumento musicale di sua invenzione. Dopo aver cantato un Inno ad Apollo, appiccò la sua ghirlanda a un angolo dell’altare, e la sua arpe all’altro. Si succinse poscia le sue vesti a somiglianza delle Vergini Spartane; E tra mille spettatori solleciti della di lei salvezza, ed offerenti anche de’ voti, perchè restasse libera e guerita, se ne salì dirittamente all’ultima [p. 112 modifica]sommità del Promontorio; ove dopo aver recitata una stanza de’ suoi proprj versi, che noi non potemmo udire (cioè gli Autori della cronaca Greca) si gittò giù della rocca con intrepidezza tale, che non mai prima osservossi in alcun altro, che tal pericoloso salto attentasse. Molti, che furon presenti, narravano averla essi veduta cadere nel mare donde non risorgesse mai più dipoi; sebbene vi furono altri, i quali affermavano, che Ella non arrivasse fin al fondo del suo salto, ma che nell’atto del cadere fossesi trasmutata in un Cigno, così che essi la videro svolazzare per l’aria sotto questa forma. Ma se costoro, che ciò osservaron di lei, fossero stati ingannati dalla bianchezza, ed ondeggiamento delle vesti; o pure fossesi Essa realmente trasformata in quel canoro e melanconico uccello, resta ancora nel dubbio fra i Lesbiani.” Fin quì il M.S. Greco del Sig. Addison, dove può rinvenirsi il restante nell’Edizione di Londra 1744. tom. 3. in 12.. Quì poi viene imitato Teocrito nell’Idil. 3. in que’ versi, che cominciano

ὢ μοι ἐγώ τι πάθω; &c.

con i 3. seguenti.

And the. Virg. Egl. 1. Majoresque cadunt &c.


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A N N O T A Z I O N I


ALLA QUARTA, ED ULTIMA PASTORALE.


È la presente Egloga quasi una perpetua imitazione dell’Idilio, che ha per titolo Canto funerale di Bione bifolco amadore; il quale nell'Edizione di Teocrito di Arrigo Stefano trovasi ascritto a Mosco, ma il Salvini lo mette fra quei di Teocrito, e ne forma il di lui Idilio 19.. Chiunque però ne sia l'Autore, egli è certo, che ognuno si loderebbe di esserlo, tanta è la bellezza, la tenerezza, la leggiadria naturale di questo Idilio.

So may. Fatto ad imitazione di quel di Virg. egl. 9.

Sic tua Cyrneas &c.

Begin. Virg. Egl. 5. Spargite humum foliis &c.

To weeping. Virg. Egl. 9.

Quis caneret Nymphas? quis humum florentinbus herbis
Spargeret? aut viridi fontes induceret umbra?

For her. Virg. Egl. 5. Non ulli pactos &c. Teoc. d. idil. 19.

But see. Virg. d. Egl. 5. [p. 114 modifica]

     Candidus insuetum miratur limen Olympi,
     Sub pedibusque videt nubes, et sidera Daphnis.

Quì il Signor Pope con della molta proprietà si serve di vive descrizioni di boschetti, e giardini; giacchè volendo intendere del Paradiso, non ignorava, che questa voce in Greco sta appunto per giardino, boschetto, pomario &c. e per esprimere i più belli di loro. Vuolsi però non essere questo voacabolo originariamente Greco, ma dirivarsi dalla parola Pardes di cui si vagliono gli Ebrei in questo stesso senso ne’ libri della Bibbia. E credesi, che anche costoro l’avessero avuta da’ Persiani; Tanto più che non trovasi in tutta la legge di Mosè, per la ragion forse, che non ha egli parlato dello stato delle anime, quando separate da’ corpi. Il Sig. Pope ci ha dato specialmente a conoscere quant’Egli si fosse beccato in sul Greco, nelle sue auree versioni dell’Iliade, ed Odissea di Omero; E quindi non è maraviglia, che avesse giusta idea di ciascun vocabolo.

In hollow. L’Edizion di Londra è quì varia nella maniera seguente:

     Echo no more the rural song rebounds,
     Her name alone the mournful Echo sounds.
     Ecco non più rimbomba il silvan canto;
     Suon’il nom di Lei sol Ecco dolente.

To thee. Virg. Egl. 7. Si fœtura gregem &c. [p. 115 modifica]While. Imitato da Virg. Egl. 5. Dum juga montis &c.

Arise. Virg. Egl. 10.

     Surgamus; solet esse gravis cantantibus umbra;
     Juniperi gravis umbra; nocent & frugibus umbræ.




IL FINE.