Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1127

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[p. 425 modifica] aspirazione, e questa leggera, si conosce, secondo me, dal vedere ch’esso sta nel principio di parecchie parole latine gemelle di altre greche, che in luogo d’essa lettera hanno lo spirito lene o tenue, come ὄϊς ovis, vinum οἶνος, video εἴδω, viscus o viscum ἰξὸς (talora anche in luogo di spirito denso come νἱὸς, onde gli eoli Ⅎυιὸς, i latini filius). Vedi Encyclopédie, Grammaire in H, pag. 214, col. II, sul principio, e in F. E ch’elle sieno parole gemelle, è consenso di tutti i grammatici. Laddove lo spirito denso dei greci solevano i latini cangiarlo in s (e cosí per un sigma lo scrivevano i greci anticamente), come in ὕπνος che presso i latini si disse prima sumnus (Gellio) e poi somnus ec. Vedi p. 2196. Anzi di questa cosa non resterà piú dubbio nessuno se si leggerà quello che dice il Forcellini (vedi digamma, e vedilo) e Prisciano (p. 9, fine-11, e vedilo). Da’ quali apparisce che il v consonante appresso gli antichi latini fu lo stessissimo che il digamma eolico (giacché dagli eoli prese assai, com’é noto, la lingua latina). Il qual digamma presso gli eoli era un’aspirazione o specie di aspirazione che si preponeva alle parole comincianti per vocale, invece dello spirito e (nota bene) si frapponeva alle vocali in mezzo alle parole per ischifare l’iato, come in amai, amplia Ⅎit termina Ⅎitque ha un’iscrizione presso il Grutero (vedi Encyclopédie, Grammaire, art. F; Cellario, Orthograph., Patav. Comin, 1739, p. 11-15). E vedi il luogo di Servio nel Forcellini circa il perfetto della quarta congiugazione. Dalle quali osservazioni essendo chiaro che l’antico v latino fu, come oggi fra’ tedeschi, lo stesso che una f, non resta dubbio che non fosse [p. 426 modifica]aspirazione, giacché la f non fu da principio lettera, ma aspirazione e lieve. E cosí viceversa gli spagnuoli che da prima dicevano fazer, ferido, afogar, fuso, figo, fuír, fierro, filo, furto, fumo, fondo, formiga, forno, forca, fender, ora dicono hazer, herido, ahogar, huso, higo, huír, hierro, hilo, hurto, humo, hondo, hormiga, horno, horca, hender ec.: vedi p. 1139 e 1806. Insomma si vede chiaro che la primitiva e regolare uscita de’ perfetti prima e quarta congiugazione era ai ed ii, trasmutata in avi ed