Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1723

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[p. 331 modifica] de’ diversi ascoltanti. Tutto ciò serva di prova che il bello è relativo in ogni cosa, non solo astrattamente, ma anche dopo nata questa tal natura; e che moltissime cose credute e chiamate belle non appartengono al bello, ma alla inclinazione generale o individuale o speciale, alla disposizione degli organi ec., al piacere in quanto piacere, arbitrariamente o conseguentemente [p. 332 modifica]alle altre sue disposizioni ordinato dalla natura ec. ec. (17 settembre 1821). Vedi p. 1758, principio.


*   Chi ha disperato di se stesso, o per qualunque ragione si ama meno vivamente, è meno invidioso, odia meno i suoi simili, ed è quindi piú suscettibile di amicizia per questa parte, o almeno in minor contraddizione con lei. Chi piú si ama, meno può amare. Applicate questa osservazione alle nazioni, ai diversi gradi di amor patrio sempre proporzionali a’ diversi gradi di odio nazionale, alla necessità di render l’uomo egoista di una patria, perch’egli possa amare i suoi simili a cagion di se stesso, appresso a poco come dicono i teologi che l’uomo deve amar se stesso e i suoi prossimi in Dio e