Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2101

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[p. 52 modifica] di concatenare insieme mille pensieri; di chiudere un ragionamento, un discorso intero, un intero sistema o circuito d’idee, in un solo periodo (qualità che la Staël nota piú volte e rimprovera nel tedesco). Parimente si rassomigliava esteriormente al tedesco nell’abuso delle inversioni, delle figure, di tutte le facoltà non logiche che può possedere una lingua, e che la nostra infatti possedeva.


     In tale stato, se avessimo discorso come i tedeschi, avremmo forse creduto che la lingua nostra fosse attissima alle traduzioni. Tutto l’opposto si credé nel cinquecento e si crede di quel tempo anche ora, che si vedono le traduzioni allora fatte, ottime talvolta come opere, ma come traduzioni non mai. Terminata di perfezionare la nostra lingua, e perdé quei difetti, e divenne piú atta alle traduzioni che mai fosse altra lingua perfetta (15 novembre 1821).