Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2222

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[p. 114 modifica] più che perfetto in luogo e in senso del più che perfetto dell’ottativo o soggiuntivo, è frequentissimo presso i latini, massime allora quando esso va congiunto con altro piú che perfetto del soggiuntivo, onde sarebbe stato bisogno il duplicar questo, come nel citato luogo, dove, se invece di fuerat poneste fuisset, raddoppiereste quel fuisset (fosse stata) che viene subito dopo. 1 Cosí in quell’altro di Virgilio, Aen. 2. [54]

      Et si fata deum, si mens non laeva fuisset,
      Impulerat ec.


Vedi anche Orazio Od. XVII, l. 2, vers. 28 seqq. e l. 3, XVI, 3 seqq. Cosí in quel famoso perieram nisi periissem. Cioè, sarei perito, se non fossi perito. Or da tali osservazioni io deduco due cose:

1,o Che l’imperfetto ottativo o soggiuntivo spagnuolo terminato nella prima e terza persona in ara o in era, amara, leyera, oyera, non derivi dall’imperfetto latino dello stesso modo, amarem, legerem, audirem, ma dal più che perfetto dimostrativo, amaveram,

Note

  1. Vedi anche Georgiche, II, 132-133, dove però si usa l’imperfetto indicativo (vedi p. 2348). Vedi pure Georgiche, III, 563 seqq. e Orazio I, IV, Od. 6, v.16-24: falleret per fefellisset.