Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2595

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[p. 324 modifica] molto meglio di quello che possano mai fare le [p. 325 modifica]voci tolte dalle proprie lingue, le quali voci, benché fossero formate, composte ec. di nuovo, sempre porterebbero seco qualche idea concomitante. Ma per questa medesima ragione le voci greche sono intollerabili nella bella letteratura (barbare poi nella poesia, benché i francesi si facciano un pregio, un vezzo e una galanteria d’introdurcele), dove intollerabili sono le idee secche e nude, o la secca e nuda espressione delle idee (6 agosto 1822).


*   A ciò che ho detto altrove di quel verso dell’Alfieri, Disinventore od inventor del nulla, soggiungi. Quest’appunto è la mirabile facoltà della lingua greca, ch’ella esprime facilmente, senza sforzo, senza affettazione, pienamente e chiarissimamente, in una sola parola, idee che l’altre lingue talvolta non possono propriamente e interamente esprimere in nessun modo, non solo in una parola, ma né anche in piú d’una. E questo non lo conseguisce la detta lingua per altro mezzo che della immensa facoltà de’ composti.