Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2657

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[p. 358 modifica] nome di Platone fin dal cap. prec., p. 107), esprimendolo liberamente cosí: Sic omnia nimia, cum vel in tempestate vel in agris vel in corporibus laetiora fuerunt, in contraria fere convertuntur, maximeque (suppl. cum Maio, id) in rebus publicis evenit. Le quali sentenze fanno a quella mia, che il troppo è padre del nulla. Infatti, come seguono a dire Cicerone e Platone, dalla troppa libertà nasce la servitú, cioè, dicon essi, il contrario della libertà, ed io dico, il nulla della libertà, cioè la fine; la niuna libertà (19 dicembre 1822).


*   Quoties g est ante n, toties memini me videre in antiquis codd. si quando vocabulum divideretur (nel fine o della riga o della pag), litteram g adhaerere priori vocabuli parti, n autem posteriori. Ergone Hispani Angli et Germani melius quam Itali pronunciare haec verba videntur? Maius ad Cic. de re publ. II, 19, p. 165, v.7 (dove la pagina del codice finisce in mag., e la seguente comincia in na;1 cioè magna), not. b (20 dicembre 1822).

Note

  1. Bisogna però vedere in che paese sieno stati scritti questi codd.: come, per esempio, in Ispagna. Vedi p. 3762.