Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/312

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[p. 383 modifica] davantaggio ai sogni, alle chimere, alle fanciullaggini. Finalmente il volgo preferisce il brillante e il vasto al solido ed utile, ma in certo modo piú ristretto e meno nobile, perché la morale spetta all’individuo e la politica alla nazione e al mondo. E la superbia degli uomini è lusingata dal parlare e discutere i pubblici interessi, dall’esaminare e criticare quelli che gli amministrano ec., e il volgare si crede capace e degno del comando, allorché parla della maniera di comandare.


*   Alla p. 62, pensiero 1. Osservate però che c’é una differenza in questo fra la letteratura latina e l’italiana, in quanto non le sole cognizioni filosofiche o filologiche, le quali esigevano l’uso delle parole greche, [p. 384 modifica]ma tutta la letteratura latina era derivata dalla greca. Non cosí l’italiana dalla francese, eccetto nella filosofia ec., anzi per lo contrario. Sicché l’introdur parole greche in latino doveva essere un poco piú facile e naturale. Del resto la stessa cognazione e fratellanza ch’era tra la greca e la latina esiste tra la lingua italiana e la francese; e se la greca si vuol considerare per anteriore, se non altro nella formazione e sistemazione, anche la lingua provenzale ci ha preceduto quasi nello stesso modo.


*   Alla p. 58, pensiero penultimo. Aggiungete che il