Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3472

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[p. 407 modifica] hanno ciascun d’essi stili verso se medesimo, perché tutti derivati originariamente da uno stile che non ne ha veruna, e molti modificantisi tuttavia su di questo.


     Del rimanente, egli è tanto certo che l’arte dello stile e del dire è propria esclusivamente degli antichi, quanto che l’arte del pensare è propria esclusivamente de’ moderni. Gli antichi non solo facevano di quell’arte uno studio infinitamente maggiore che noi non facciamo; non solo ne possedevano e conoscevano mille parti, mille mezzi, mille secreti che noi neppur sospettiamo, e che appena e a gran fatica possiamo intendere quando e’ gli spiegano e ne parlano exprofesso (come Cicerone, Quintil. ec.), non solo, insomma, la detta arte era senza paragone piú ampia, stesa, ricca, varia, distinta, accurata, specificata, particolarizzata appo gli antichi che fra i moderni, ma essa era quasi l’unico, e senza quasi il principale studio degli antichi [p. 408 modifica]antichi>che pretendevano e aspiravano particolarmente al nome di scrittori, e massime di letterati. Si osservino sottilmente le opere d’Isocrate, di Senofonte e di tali altri cento. Tutte parole in sostanza