Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3755

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[p. 152 modifica] rappresenta il suo gn col carattere ñ che è il segno di un doppio n (se però i latini pronunziavano ig-navus ec., [p. 153 modifica]come a p. 2657, l’uso spagnuolo di dir agno per annus ec. non ha che far niente col latino ig-navus per innavus. Tuttavia può pur avervi che fare, in quanto anche appo gli spagnuoli quell’año ha sempre una pronunzia di g).

Del resto, non solo nel concorso delle due n, ma anche fuor di questo caso, i latini usavano di preporre o frapporre avanti la n il g. Come in prognatus per pronatus (che anche si trova), adgnascor per adnascor, adgnatus per adnatus ec. (i quali perciò dimostrano un semplice gnascor), e in gnarus, gnavus, gnavo, gnosco, gnobilis ec. (sicché forse ignarus ec. non sono per innarus ec., ma piú probabilmente per i-gnarus, i-gnavus ec., cioè per ingnavus, ingnarus ec.). Onde resta fermo quel ch’io [ho] detto p. 3695, che i latini usavano come gli eoli, il g veramente protatico (perché anche in pro-gnatus per pro-natus, in i-gnobilis per in-nobilis ec. ei viene a esser protatico). E quest’uso ancora