Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3818

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[p. 203 modifica] δέον, μικροῦ, πολλοῦ δέον. Ovvero concordato col subbietto ὀλίγου δέοντα, δέοντες ec. Ovvero, per esempio δυοῖν δέοντα εἴκοσι cioè diciotto ec., ὀλίγου δέον ἶσος, cioè quasi uguale ec. Anche si dice παρὰ μικρὸν ἐδέησα τοῦτο ποιεῖν che risponde precisamente al nostro per poco mancai di far questo: ovvero di poco ec. Vedi i lessici in δέω. Qua si dee riferire il nostro di gran lunga e d’assai (à beaucoup près) in quelle frasi: egli non è di gran lunga, o d’assai, cosí grande (beaucoup s’en faut). Ovvero ei non fu ec. (beaucoup s’en fallut ec.). Dove il verbo mancare, o simile, è soppresso, come nelle frasi greche ὀλίγου ovvero ὀλίγον ἀπέδανεν, μικροῦ ἀπόλωλα e simili, dove è taciuto il verbo δεῖν. Πολλοῦ cosí assoluto non mi par che si dica 1(3 novembre 1823).


*    Alla p. 3573. Questa proposizione è molto azzardata. Bisogna intenderla lassamente. Per rispetto alla lingua francese è vera, parlando generalmente. Ma per rispetto all’italiana, dubito che sia vera neppur generalmente, ben compensate che sieno insieme le conformità estrinseche che hanno le lingue italiana e spagnuola colla latina. Il suono della lingua spagnuola ha piú del latino, ma questa è quasi un’illusione de’ sensi. Perché quei tali suoni latini non sono nello spagnuolo a quei luoghi in cui erano nel latino. Per esempio la moltitudine degli s contribuisce, e forse principalmente, a rassomigliare il suon dell’una lingua a quello dell’altra. Ma lo spagnuolo abbonda di s, principalmente perché in essa

  1. Vedi delle frasi appartenenti a questo discorso nel dizionario dell' Alberti ec. in faillir e manquer, e vedi gli spagnuoli in faltar ec.