Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3956

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[p. 327 modifica] avere balbare, al quale però equivarrebbe ec. (8 decembre, festa dell’immacolata Concezione di Maria, 1823).


*    Dico altrove che i verbali in us us derivano da’ supini, ec. Osservisi il supino in u. Questo non sembra esser altro che l’ablativo del verbale in us us. Di modo che io credo che il supino in um altresí originariamente non sia altro che l’accusativo singolare del verbale rispettivo in us us, usitato o inusitato che sia, poiché il supino in u non è altro che l’ablativo di quello in um, e che il supino in u sembra [p. 328 modifica]evidentemente appartenere a un nome della quarta ec. (8 decembre 1823, festa della Concezione).


*    Italianismi nello spagnuolo, del che altrove. Quizà (cioè forse) voce che fino ne’ vocabolari del seicento si dà per antica (bench’io la trovo in uso, anche frequente, presso i moderni eziandio). Pretto e manifesto italianismo, sí per la forma (in ispagnuolo si direbbe quien sabe?), sí pel significato, poiché anche noi, massime nel linguaggio parlato, e questo familiare, usiamo non di rado chi sa? chi sa che non, chi sa se ec. per forse o in sensi simili (8 decembre, festa della immacolata Concezione di Maria, 1823).


*    Si dice con ragione, massime delle cose umane e terrene, che tutto è piccolo. Ma con altrettanta ragione si potrebbe dire, anche delle menome cose, che tutto è grande, parlando cioè relativamente, come ancor parlano quelli che chiamano tutto piccolo, perché né piccola né grande non è cosa niuna assolutamente. Sicché non è per vero dire né piú ragionevole né piú filosofico il considerare qualsivoglia cosa umana o qualunque, come piccola, che il considerare essa medesima cosa come grande, e grandissima ancora, se cosí piace. E ben vi sono quasi altrettanti aspetti e riguardi, tutti egualmente