Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4241

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*   Brancicare. Zoppicare.


*    Spruzzolare. Avvolticchiare. Svolticchiare. Magalotti, Lettere familiari, lett. 8 circa fin., parte 1.


*    Non so s’io m’inganno, ma certo mi par di scorgere nella maniera sí di pensare e sí di scrivere del Galilei un segno e un effetto del suo esser nobile. Quella franchezza e libertà di pensare, placida, tranquilla, sicura e non forzata, la stessa non disaggradevole, e nel tempo stesso decorosa sprezzatura del suo stile, scuoprono una certa magnanimità, una fiducia ed estimazion lodevole di se stesso, una generosità d’animo, non acquisita col tempo e la riflessione, ma quasi ingenita, perché avuta fin dal principio della vita, e nata dalla considerazione altrui riscossa fin da’ primi anni ed abituata. Io credo che questa tale magnanimità e di pensare e di scrivere, dico questa tale, e che non sia né feroce, né satirica, o mista dell’uno e dell’altro, non si troverà facilmente in iscrittori o uomini non nati nobili o di buon grado; se egli si guarderà bene. Vi si troverà sempre una differenza. Simili considerazioni si potrebbero fare intorno alla ricchezza, che suol dare allo stile un certo splendore, abbondanza, e forse scialacquo. Simili intorno alla potenza, dignità, fortuna. Simili intorno ai contrarii. Vedi Alfieri, Vita sua, capo 1, principio. Messala nitidus et candidus, et quodammodo prae se ferens in dicendo nobilitatem suam. Quintiliano, X, 1 (6, 1827, Epifania). Forse Galileo non riusciva, come fece, il primo riformatore della filosofia e dello spirito umano, o almeno non cosí libero, se la fortuna non lo facea nascere di famiglia nobile. Vedi p. 4419. [p. 178 modifica]


*    Dispetto e despetto, cioè disprezzato, per dispregevole.


*    «Egli è pur certo che l’ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia è voce e querela comune che i mezzi tempi non vi son piú, e in questo smarrimento di confini non vi è dubbio che il freddo acquista terreno. Io ho udito dire a mio padre che in sua gioventú a Roma, la mattina di pasqua di Resurrezione ognuno si rivestiva da state. Adesso chi non ha bisogno d’impegnar la camiciuola, vi so dire che si guarda molto bene di non alleggerirsi della minima