Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4448

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[p. 381 modifica] perceived by the Greek philologers, who had even a suspicion that they were no barbarians at all (loc. cit. p. 4431, fine., sezione intitolata The Oenotrians and Pelasgians, p. 28). Egli reca i fondamenti di questa sua propria e particolare opinione, ib. Nella sez. intit. Conclusion di quella parte della sua storia che concerne gli antichi popoli d’Italia, p. 148, ripete questa sua congettura: In the very earliest traditions they (the Pelasgians) are standing at the summit of their greatness. The legends that tell of their fortunes, exhibit only their decline and fall: Jupiter had weighed their destiny and that of the Hellens; and the scale of the Pelasgians had risen. The fall of Troy was the symbol of their story (l’autore riguarda la guerra di Troia come un mito. Sez. intit. Aeneas and the Trojans in Latium, p. 151. Let none treat this inquiry with scorn, because Ilion too was a fable... Mythical the Trojan war certainly is...: yet it has an undeniable historical foundation; and this does not lie hid so far below the surface as in many other poetical legends. That the Atridae were Kings of the Peloponnesus, is not to be questioned). Altrove (sez. cit. nella parentesi [p. 382 modifica]qui sopra, p. 160-61). egli reca di nuovo i fondamenti di questa opinione, e mette anco innanzi un’altra sua congettura, che la tradizione della venuta d’Enea nel Lazio, dell’avervi egli fondata una colonia donde Roma derivasse, e dell’essere i romani di origine troiana, non fosse altro che un effetto ed un’espressione della national affinity esistente fra i troiani e i romani, in quanto questi erano, secondo l’autore, di origine in parte Pelasgica. - I Pelasghi,