Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/60

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[p. 170 modifica] in quello del Petrarca messo dall’Alfieri avanti alla sua Virginia, Virginia appresso al fero padre armato Di disdegno di ferro e di pietate (Trionfo Castità). Cosí anche le rime del Petrarca sono molto piú spontanee, e con ciò tutto quello che dipende nel verso dalla necessità della rima che alle volte fa aggiungere intieri versi che si potrebbono tòrre di netto ec., come nei cinquecentisti.


*   Una bella e notabile similitudine è quella dell’Alamanni nel Girone, canto 17, di un mastino e un lupo che si scontrino a caso (cosí dice) per una selva, o ec., e la loro sorpresa scambievole e timore e rabbia subita e azzuffamento; come pur quella del Martelli (non mi ricordo quale) di una villanella, cercante funghi e corrente dove vede biancheggiare una foglia secca ec., prendendola per un fungo.


*   È pure un bella illusione quella degli anniversari, per cui, quantunque quel giorno non abbia niente piú che fare col passato che qualunque altro, noi diciamo, come oggi accadde il tal fatto, come oggi ebbi la tal contentezza, fui tanto sconsolato ec., e ci par veramente che quelle tali cose che son morte per sempre né possono piú tornare tuttavia rivivano e sieno presenti come in ombra; cosa che ci consola infinitamente, allontanandoci l’idea della distruzione e annullamento che tanto ci ripugna, e illudendoci sulla presenza di quelle cose che vorremmo presenti effettivamente, o di cui pur ci piace di ricordarci con qualche speciale circostanza; come [chi] va sul luogo ove sia accaduto qualche fatto memorabile, e dice qui è successo; gli pare in certo modo di vederne qualche cosa di piú che altrove, non ostante che il luogo sia per esempio mutato [p. 171 modifica]tato affatto da quel ch’era allora ec. Cosí negli anniversari. Ed io mi ricordo di aver con indicibile affetto aspettato e notato e scorso come sacro il giorno della settimana e poi del mese e poi dell’anno rispondente a quello dov’io provai per la prima volta un tócco di una carissima passione. Ragionevolezza, benché illusoria ma dolce, delle istituzioni, feste ec. civili ed ecclesiastiche in questo riguardo.


*   A ciò che ho detto in altro pensiero intorno all’eloquenza di chi parla di se stesso si può aggiungere e l’esempio continuo di Cicerone, che piglia nuove forze ogni volta che parla di se come fa tuttora, e quello di Lorenzino de’ Medici nella sua Apologia che Giordani crede il piú gran pezzo d’eloquenza italiana e non vinto da nessuno