Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/849

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[p. 219 modifica] antichi scrittori ch’io ho distinto da’ piú [p. 220 modifica]moderni, pel carattere però della sua lingua appartenesse piuttosto a quegli ultimi. E pure la sua cura, qualunque fosse, è cosí nascosta, la sua lingua, la collocazione e l’ordine delle sue parole, la struttura de’ periodi e dell’orazione, cosí facile, piana, semplice, naturale, spontanea, che non solo non si allontana dalla primitiva indole della sua lingua, ma riesce anche piú chiaro e facile e stralciato di parecchi altri degli ottimi e certo non meno di veruno di essi. Tanto che a paragonare Isocrate, stimato l’elegantissimo e l’accuratissimo degli ottimi scrittori greci, col meno elegante e lavorato de’ buoni, si troverà questo, molto piú difficile, e men piano e svolto di lui. Sicchè, come da Senofonte ed Erodoto conosciamo qual fosse la semplicità e la soavità, da Tucidide e Demostene la forza e il nervo di quella antica lingua greca, cosí da Isocrate conosciamo qual ne fosse la eleganza, e la galanteria; e quanto diversa da quella che sotto questo nome fu introdotta