Per Cristoforo Colombo

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Gabriello Chiabrera

1807 P Poesie Letteratura Per Cristoforo Colombo Intestazione 12 ottobre 2010 50% Poesie

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Non perchè umile in solitario lido
   Ti cingono, Savona, anguste mura ,
   Fia però, che di te memoria oscura
   Fama divulghi, o se ne spenga il grido;
   Che pur di fiamme celebrate e note
   Picciola stella in Ciel splende Boote.

Armata incontro al Tempo , aspro Tiranno,
   Fulgida sprezzi di Cocito il fiume.
   Su quai rote di gloria? o su quai piume
   I tuoi Pastor del Vatican non vanno ?
   Coppia di stabilir sempre pensosa
   La sacra dote alla diletta Sposa.

E qual sentier su per l’Olimpo ardente
   Al tuo Colombo mai fama rinchiude?
   Che sopra i lampi dell’altrui virtude
   Apparve quasi un Sol per l’Oriente,
   Ogni pregio morta1 cacciando in fondo :
   E finga quanto ei vuol V antico Mondo :

Certo da cor, ch’alto destin non scelse,
   Son l’imprese magnanime neglette ;
   Ma le bell’alme alle bell’opre elette
   Sanno gioir nelle fatiche eccelse ;
   Ne biasmo popolar, frale catena ,
   Spirto d’onore, il suo cammin raffrena.

Così lunga stagion per modi indegni
   Europa disprezzò l’inclita speme ,
   Schernendo il vulgo, e seco i Regi insieme,
   Nudo nocchier, promettitor di Regni;
   Ma per le sconosciute onde marine
   L’invitta prora ei pur sospinse al fine.

Qual uom che torni alla gentil consorte»
   Tal et da sua ma gioii spiegò l’antenne;
   L’Ocean corse, e i turbini sostenne,
   Vinse le crude immagini di morte ;
   Poscia dell’ampio mar spenta la guerra,
   Scorse la dianzi favolosa terra.

Allor dal cavo Pin scende veloce ,
   E di grand’ orma il nuovo Mondo imprime;
   Nè men ratto per l’aria erge sublime ,
   Segno del Ciel, l’iusuperabil Croce;
   E te umile esempio, onde adorarla
   Debba sua gente; indi divoto ei parla:

Eccovi quel che fra cotanti scherni
   Già mi finsi nel Mar chiuso terreno ;
   Ma delle genti or più non finte il freno
   Altri del mio sudor lieto governi :
   Senza Regno non son, se slabil sede
   Per me s’appresta alla cristiana fede.

E dioea ver, che più che argento ed oro
   Virtù suoi possessor ne manda alteri :
   E quanti, o Salinoto, ebbero imperi,
   Che densa notte è la memoria loro ?
   Ma pure illustre per le vie supreme
   Vola Colombo, e dell’ obblio non teme.