Poesie (Campanella, 1938)/Scelta di alcune poesie di Settimontano Squilla/20. Nel sepolcro di Cristo Dio nostro, a' miscredenti
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Nel sepolcro di Cristo Dio nostro a’ miscredenti
O tu, ch’ami la parte piú che ’l tutto,
e piú te stesso che la spezie umana,
che i buon persegui con prudenza vana,
perché al tuo stato rio rendon mal frutto,
ecco li scribi e farisei del tutto
disfatti, ed ogni setta empia e profana,
dall’Ottimo, che i buoni transumana,
mentre in sepolcro a lor pare distrutto.
Pensiti aver tu solo provvidenza,
e ’l ciel, la terra e l’altre cose belle,
le qual disprezzi tu, starsene senza?
Sciocco, donde se’ nato tu? Da quelle.
Dunque ci è Senno e Dio. Muta sentenza:
mal si contrasta a chi guida le stelle.
Questo sonetto è chiaro e pio e sagacissimo, atto a persuadere tutti quelli, che vivono per ragion di stato umana e prudenza carnale macchiavellescamente, a riconoscere la vera vita; e che pur in questo mondo è meglio patir male che farne; e che in sé, o ne’ posteri, subito il malfattore va in rovina per voler di Quello chi regge il mondo ed è sconosciuto da’ rettori mondani.