Poesie varie (Marino)/II/LXI

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LXI. La bella schiava

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LXI


LA BELLA SCHIAVA


     Nera sí, ma se’ bella, o di natura
fra le belle d’amor leggiadro mostro;
fosca è l’alba appo te, perde e s’oscura
presso l’ebeno tuo l’avorio e l’ostro.
     Or quando, or dove il mondo antico o il nostro
vide sí viva mai, sentí sí pura
o luce uscir di tenebroso inchiostro,
o di spento carbon nascere arsura?
     Serva di chi m’è serva, ecco ch’avolto
porto di bruno laccio il core intorno,
che per candida man non fia mai sciolto.
     La ’ve piú ardi, o Sol, sol per tuo scorno
un Sole è nato; un Sol, che nel bel volto
porta la Notte, ed ha negli occhi il Giorno.