Poesie varie (Marino)/II/XVII

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XVII. Il pianto e il riso

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XVII


IL PIANTO E IL RISO


     Qualora o dolce piagne o dolce ride
questa, ch’a riso il pianger mio si prende,
dolce sempre tormenta e dolce offende;
piangendo appaga e poi ridendo uccide.
     Pians’ella e rise, e le due luci infide,
qual per entro le piogge il lampo scende,
come dopo la brina il sol risplende,
turbar a un punto e serenar si vide.
     Begli occhi, che d’umor fonti, e d’ardore
fiamme vibrate ond’arde il paradiso,
acque versate ove si bagna Amore;
     com’esser può ch’io non rimanga ucciso,
se, mentre il pianto unge le piaghe al core,
torna a ferirmi e le rinova il riso?