Poesie varie (Marino)/II/XX

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XX. Il pianto disperato

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XX


IL PIANTO DISPERATO


     Oh Dio! che cari e preziosi pianti
son, languidetta mia, questi che versi
giú per le guance, e da’ leggiadri e tersi
vive perle stillanti, occhi stellanti!
     Non vide Cipro, al morto Adone avanti,
sí dolce mai la Dea d’amor dolersi,
com’io di pure lagrime conspersi
del tuo volto celeste i duo levanti.
     Onde sí bella sembri agli occhi miei,
che discesa fra noi da’ sommi chiostri,
vera diva immortal, t’adorerei.
     Se non che, mentre del bel viso gli ostri
scolori e di morir disposta sei,
donna mortal nel tuo dolor ti mostri.