Poesie varie (Marino)/II/XXXII

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XXXII. Sul medesimo soggetto

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XXXII


SUL MEDESIMO SOGGETTO


     Il piú mi dona e mi contende il meno
questa crudel, che del giardin d’Amore
mi nega il frutto e mi contende il fiore,
posto a’ desir sul maggior corso il freno.
     Desta la voglia e non l’appaga a pieno,
tempra la fiamma e non spegne l’ardore,
m’alletta il senso e non mi sazia il core,
m’accoglie in braccio e non mi vuole in seno.
     Oh spietata pietá, fiera bellezza,
per cui more il piacere, in fasce ucciso,
a pena nato, in grembo a la dolcezza!
     Cosí congiunto a lei, da lei diviso,
povero possessor d’alta ricchezza
Tantalo fatto sono in paradiso.