Poesie varie (Marino)/II/XXXIV

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XXXIV. A un olmo

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XXXIV


A UN OLMO


     Te di fronde e di fior vago ornamento
eterno copra, avventuroso stelo;
te nodrisca la terra e bagni il cielo
di soave rugiada e molle argento.
     In te l’aure e gli augei lieto concento
spargan volando entro l’ombroso velo;
da te di Cancro o di Scorpio arsura o gelo
non mai discacci il talor lasso armento.
     Né di fèra o di serpe artiglio o tòsco,
né di ferro o di turbo ira nemica
sieno al tuo tronco d’appressarsi audaci.
     Sotto i tuoi rami a la dolce ombra amica
colsi (e sassel quest’antro e questo bosco)
da la piú bella bocca i primi baci.