Poesie varie (Marino)/II/XXXIX

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XXXIX. Le chiome sparse sulle onde

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XXXIX. Le chiome sparse sulle onde
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XXXIX


LE CHIOME SPARSE SULLE ONDE


     Avea, su per lo mar, del biondo crine
la pescatrice mia sciolto il tesoro,
quasi nova Fortuna; e Noto e Coro
preziose ne fean dolci rapine.
     Ondeggiavan per l’onde in onde d’oro
sparse le fila rilucenti e fine,
ed invide scorgean l’onde marine
piú bella Dea d’amor sorger fra loro.
     Corsero agli ami in quei bei lacci tesi,
guizzando, pesci amorosetti e lieti,
d’un dolce foco in mezzo l’acque accesi.
     E disser prigionieri a Dori, a Teti,
con la lingua d’amor ch’io solo intesi:
— Dolce è morir fra sí pompose reti! —