Poesie varie (Marino)/II/XXXV

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XXXV. La primavera e la vita pastorale

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XXXV. La primavera e la vita pastorale
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XXXV


LA PRIMAVERA E LA VITA PASTORALE


     Giá parte il verno, e la stagion senile
cede al nov’anno; giá di fior novelli
smalta Flora le piagge e gli arboscelli,
verdeggia il bosco e fa ritorno aprile.
     Esca, Siringo, omai dal chiuso ovile
la greggia ai paschi, ai tepidi ruscelli,
lá dove l’acque ognor, l’aure e gli augelli
armonia fan d’amor dolce e gentile.
     Rieda l’usato canto, il gioco, il riso:
ecco il vecchio Silvan l’antico pelo
di fior s’ingemma, in su l’erbetta assiso.
     Mira ch’ancor lassú lo dio di Delo,
fatto pastor, qual giá mirollo Anfriso,
infra ’l Tauro e ’l Monton si spazia in cielo.