Poesie varie (Marino)/II/XXXVII

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
XXXVII. La rosa caduta alla sua ninfa

../XXXVI ../XXXVIII IncludiIntestazione 2 giugno 2015 75% Da definire

XXXVII. La rosa caduta alla sua ninfa
II - XXXVI II - XXXVIII
[p. 93 modifica]

XXXVII


LA ROSA CADUTA ALLA SUA NINFA


     — Questa, che ’l bianco piè di Citerea
trafisse ignudo e del suo sangue tinta
rosseggia ancor, giá fresca, o caro Aminta,
a la tua Lidia in bocca oggi ridea.
     Ma, mentre odor piú dolce indi traea,
di piú vivo color sparsa e dipinta,
secca, qual vedi, e vergognosa e vinta
cadde dal labro, ch’agguagliar credea. —
     Sí disse Coridon. Mirolla fiso,
e ’n lei di pianto un rugiadoso gelo
il misero pastor stillò dal viso.
     — Felice rosa — ei disse, — oh dal tuo stelo
teco nato fuss’io, teco reciso!
Come sdegnar puoi tu gli orti del cielo? —