Poesie varie (Marino)/II/XXXVIII

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XXXVIII. L’apparir del sole

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XXXVIII


L’APPARIR DEL SOLE


     Rotte giá l’onde da l’ardenti rote,
fiammeggian lá nel luminoso Eoo,
e fa l’aurato fren sonar Piroo,
mentre che ’l salso umor dal crin si scote.
     Sorgete (ecco ecco il Sol, che ’l mar percote!),
Craton, Sergesto, Oronte ed Alcinoo;
e voi, di Nereo figlie e d’Acheloo,
salutatelo a prova in dolci note.
     Ecco che giá de l’acque il molle argento,
indorato da tepidi splendori,
fa tremolar con cento lampi e cento.
     Chino ognun, lieto ognun meco l’onori,
e ’n lui, spargendo odor d’Arabia al vento,
de la mia Lilla il simulacro adori.