Poesie varie (Marino)/V/Vd

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V. Venere e Adone

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V


VENERE E ADONE


VENERE


     Perché torcendo il desiato aspetto,
ritroso giovinetto,
fuggi i nodi tenaci
de le mie braccia e ti sottraggi ai baci?


ADONE


     Bella dea, s’a’ tuoi vezzi or non consento,
non è sdegno: è spavento.
Temo di questa reggia
il signor non mi veggia;
ché, se i suoi gesti osservo a parte a parte,
esser certo non pote altri che Marte.