Poesie varie (Marino)/V/XVIIIa

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XVIII. San Giorgio

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XVIII


SAN GIORGIO

del cavalier Giuseppe d’Arpino, in casa del medesimo.


     La fanciulla reale,
esposta al mostro rio,
tremar, Giuseppe, e lagrimar vegg’io.
Veggio le faci e l’ale
aprir verdi e sanguigne il fier dragone,
in aspetto sí orrendo
che d’ora in ora il sibilar n’attendo.
Ma ’l celeste campione,
che la serpe crudel con franco ardire
fere senza ferire, ha tanta vita,
che può far immortale
chi l’ha dipinto tale.