Poesie varie (Marino)/V/XVa

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XV. Ecce homo

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XV


ECCE HOMO

di Rafaello da Urbino.


     È questa, oimè, del tuo celeste figlio,
l’imago, o re del ciel? son queste quelle
guance sí care agli angeli e sí belle,
che diêr l’ostro a la rosa, il latte al giglio?
     Son questi i sereni occhi? è questo il ciglio
ond’ebbe il sole i raggi e le fiammelle?
questo il crin da cui l’òr trasser le stelle,
or tutto, ahi lasso! lacero e vermiglio?
     Qual cruda man commise il crudo scempio?
e qual pietosa de le membra sante
ritrasse in vivo lino il caro essempio?
     Questo sol ti sia specchio, anima errante;
Dio novo Dio fe’ l’uomo. Ahi, fu ben empio
l’uom, ch’a Dio tolse d’uom forma e sembiante!