Poesie varie (Marino)/VI/L

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L. A Girolamo Preti (e risposta del Preti)

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L. A Girolamo Preti (e risposta del Preti)
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L


A GIROLAMO PRETI


1


     Venni al giardin d’Amor, non d’altro adorno
che d’erbe di speranze e di desiri,
di fronde di cordogli e di martiri,
il cui fiore, il cui frutto è danno e scorno.
     Ha d’affanno e di pena il muro intorno,
e vi scherzan per entro in mille giri
acque di pianto ed aure di sospiri;
inganno e crudeltá vi fan soggiorno.
     N’è custode l’Orgoglio, e n’è cultrice
la Gelosia, che con mortal tormento
spianta il mio ben da l’ultima radice.
     Qui, Preti, insanie a seminare intento,
a l’ombra d’un pensier poco felice,
zappo l’onda, aro il sasso e mieto il vento.

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RISPOSTA DEL PRETI


2


     Ben ardo anch’io, ma d’un bel viso adorno:
sol vagheggiando appago i miei desiri;
non di lascivo amor provo i martiri,
c’ha seguaci al diletto affanni e scorno.
     L’anima, errando a duo begli occhi intorno,
contempla il bel del cielo in brevi giri,
e, levata su l’ali de’ sospiri,
fa in quell’alta beltá nido e soggiorno.
     Del mio sterile ingegno ella cultrice
fa che nasca, troncando ogni tormento,
e frutto e fior d’un’arida radice.
     Cosí provo, Marin, ch’animo intento
ad un amor pudico, arde felice,
e che piacer lascivo è un’ombra, un vento.