Poesie varie (Marino)/VI/VI

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VI. In morte d’un giovinetto

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VI


IN MORTE D’UN GIOVINETTO


     Se’ pur giunto a quel nido almo natio,
quasi colomba amorosetta e pura,
garzon felice, a cui con tanta cura
sospirava, volando, il tuo desio.
     Giá, qual d’Ida il fanciul, te non rapío,
vaga di tue bellezze, aquila impura;
ma stuol d’angeli eletti a quest’oscura
valle t’ha tolto, e ricongiunto a Dio.
     Or statti a rallegrar l’anime belle
giá del mondo, or del ciel fregio ed onore,
giá fra gli uomini chiaro, or fra le stelle.
     Era indegna di te, del tuo splendore
la terra vil... Cosí si tronca o svelle,
per ornarne poi tempio, il piú bel fiore.