Poesie varie (Marino)/VI/VII

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VII. Al sepolcro del Sannazaro

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VII


AL SEPOLCRO DEL SANNAZARO


     Ecco il monte, ecco il sasso, ecco lo speco,
che ’l pescator, che giá solea nel canto
girsen sí presso al gran pastor di Manto,
presso ancor ne la tomba accoglie seco.
     Or l’urna sacra adorna e spargi meco,
Craton, fior da la man, dagli occhi pianto,
che del Tebro e de l’Arno il pregio e ’l vanto
in quest’antro risplende oscuro e cieco.
     Pon’ mente come (ahi stelle avare e crude!)
piagne pietoso il mar, l’aura sospira,
lá dove ’l marmo aventuroso il chiude.
     Fan nido i cigni entro la dolce lira,
e ’ntorno al cener muto, a l’ossa ignude
stuol di meste sirene ancor s’aggira.