Poesie varie (Marino)/VI/XIX

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XIX. Speranza di prosperitá

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XIX


SPERANZA DI PROSPERITÀ

dopo il travaglio.


     Dir ben poss’io (se non m’inganna il vero,
se la speme o ’l veder non è fallace):
riede il bel tempo e la tempesta ha pace,
e giá cessa del mar l’orgoglio altero.
     Sorga meco omai lieto ogni nocchiero
la santa a salutar mirabil face,
del vicino seren nunzia verace,
ond’io morte non temo e porto spero.
     Eccola in su l’antenna, ecco la proda
precorre un’aurea imago; ecco un delfino,
che fende il mar con l’argentata coda.
     Glauco vegg’io, che a l’impeto marino
sottrae le vele, e di sua man le snoda:
destri presagi al mio sdruscito pino.