Poesie varie (Marino)/VI/XLII

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XLII. A Tomaso Melchiorre

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XLII


A TOMASO MELCHIORRE

pel dono di una collana.


     Questo, onde me di non devuto onore
degni, signor cortese, aureo monile,
certo al foco temprò del suo focile
solo de l’oro de’ suoi strali Amore.
     Poiché pungermi l’alma egli ha vigore,
e d’affetto infiammarla alto e gentile,
e, qual suol di crin biondo oro sottile,
giá m’incatena e, piú che ’l collo, il core.
     Cosí la terra al ciel sembiante fai,
al volto ed a la man Giove secondo,
mentre che pioggia d’òr versando vai.
     Tornate, anni migliori! Ecco giocondo
riede Saturno; ecco s’indora omai
l’etá del ferro, e fassi d’oro il mondo.