Poesie varie (Marino)/VI/XXVIII

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
XXVIII. A Virginio Orsino, duca di Bracciano

../XXVII ../XXIX IncludiIntestazione 4 giugno 2015 75% Da definire

XXVIII. A Virginio Orsino, duca di Bracciano
VI - XXVII VI - XXIX
[p. 296 modifica]

XXVIII


A VIRGINIO ORSINO, DUCA DI BRACCIANO

che partiva per l’Ungheria alla guerra contro i turchi.


     Vanne, e tu de la turba empia de’ mori
e del tartareo stuol che, d’armi cinto,
la Pannonia omai tutta ha corso e vinto,
generoso garzon, frena i furori.
     Tosto vedrem di nobili sudori
te la fronte real sparso e dipinto,
lá sovra l’Istro del lor sangue tinto
con l’elmo ber tra bellicosi ardori.
     Giá scorgo, giá, tremar, fuggir l’averse
barbare insegne, e le nemiche genti
gir dal tuo sguardo sol rotte e disperse.
     Sento, giá sento, a piè de’ figli spenti,
l’egizie madri e mauritane e perse
le tue glorie cantar ne’ lor lamenti.