Poesie varie (Marino)/VI/XXXVI

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XXXVI. Allo stesso

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XXXVI


ALLO STESSO

pregando di sollevarlo in certe sue oppressioni.


     Qui, dove ogni valor Fortuna opprime,
né giá mai spunta a l’altrui notti aurora,
fra gli abissi del duol sepolto ancora,
signor, men vivo in parti oscure ed ime.
     Tu de’ tuoi monti onor, di cui la cima
sí vivo Sol di vera gloria indora,
e ’n ciel la fronte, ove virtú s’onora,
cinto d’eterno verde ergi sublime;
     non sostener che ’ngiuriosa morte
di me trionfi, e mia ragion languente
vinta soggiaccia a dispietata sorte.
     Sí dirá poscia: — Oh gran bontá! — la gente.
— Questi cortese e pio, non men che forte,
sottrasse a duro strazio alma innocente. —