Poesie varie (Marino)/VIII/V

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V. L’alchimia

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V


L’ALCHIMIA

A Carlo Sigonio.


     E tu pur dunque, al dolce inganno intento,
Carlo, il bianco metallo in bionde zolle
cangiar, credulo, speri, e, benché molle,
fermare il moto al fuggitivo argento?
     e, temprando il calor tepido e lento
de la fucina il fomite che bolle,
pendi tutto su l’opra, e folle il folle,
gonfio di vanitá, gonfi di vento?
     e ’n schiera vai col vulgo aurato e stolto,
ch’agguaglia al sole il foco, e sogna mille
magiche fole, in mill’errori avolto?
     Ahi, piú che ’l fumo, alfin dagli occhi stille
trarratti il duolo, ed avrai rosso il volto
di vergogna vie piú che di faville!