Poesie varie (Marino)/VIII/VI

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VI. Contro un astrologo

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VI


CONTRO UN ASTROLOGO


     Tu pur la notte, d’osservar sol vago
de l’umane fortune i corsi oscuri,
vigilante, del fato arbitro e mago,
con angusto oricalco il ciel misuri;
     e in picciol foglio poi piú d’un’imago,
piú d’un numero tuo segni e figuri,
linee ed angoli tiri, onde presago
mille predici altrui casi futuri.
     Deh! che, mentre pensoso e taciturno
spii se sorti ne deggia o liete o felle
prometter Giove o minacciar Saturno;
     seguendo pur per queste fole e quelle
la traccia del destín, qual can notturno,
forsennato indovin, latri a le stelle.