XIV secolo
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sonetti
Letteratura
Poi ch'a quest'occhi il gentil lume piacque
Intestazione
13 giugno 2020
100%
Da definire
<dc:title> Poi ch'a quest'occhi il gentil lume piacque </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Buonaccorso da Montemagno il Vecchio</dc:creator><dc:date>XIV secolo</dc:date><dc:subject>sonetti</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Poi_ch%27a_quest%27occhi_il_gentil_lume_piacque&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20200613150405</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Poi_ch%27a_quest%27occhi_il_gentil_lume_piacque&oldid=-20200613150405
Poi ch'a quest'occhi il gentil lume piacque Buonaccorso da Montemagno il VecchioXIV secoloLe Rime di Cino da Pistoia.djvu
Poi ch’a quest’occhi il gentil lume piacque
Sanza ’l qual cieco al mondo ancor sarei,
Vissuto son fin qui de’ danni miei 4Cantando, nè mai poi mia lingua tacque.
Oimè, quanti arbuscei, quante dolci acque,
Quanti monti hanno udito i versi miei!
E tu, sacro terren, saper te ’l dèi, 8Sacro terren dove mia donna nacque!
Ma, se mai per cantar le labbra apersi,
Or ne’ versi d’amor piango e sospiro, 11Lontan vivendo dal mio vivo sole;
E mentre gli occhi al bel paese giro
Dove i colpi d’Amor primi soffersi, 14Il cor s’adira e star meco non vuole.