Portale:Ferrovie/Eco dalla stampa

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Linee guida per proporre un testo[modifica]

I testi devono essere presenti in questa lista.

Testi a carattere ferroviario con versione cartacea a fronte

Il canovaccio da copiare e rielaborare per creare una nuova sezione è il seguente.

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Incipit[modifica]

1[modifica]

Decreto di autorizzazione a costruire la strada di ferro Napoli-Nocera.djvu


Autorizzazione ad eseguire una strada di ferro da Napoli a Nocera del Regno delle Due Sicilie (1836)

Decreto col quale si autorizza il Sig. Armando Giuseppe Bajard de la Vingtrie ad eseguire a sue spese una strada di ferro da Napoli a Nocera, con un ramo per Castellamare, con facoltà di prolungarla verso Salerno ed Avellino, ed altri siti.

FERDINANDO II. PER LA GRAZIA DI DIO RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, DI GERUSALEMME ec. DUCA DI PARMA, PIACENZA, CASTRO ec. ec. GRAN PRINCIPE EREDITARIO DI TOSCANA ec. ec. ec.

Sulla proposizione del nostro Ministro Segretario di Stato degli affari interni;

Abbiamo risoluto di decretare, e decretiamo quanto segue.

Art. 1. Accettiamo l’offerta del Sig. Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie di eseguire a sue spese, rischi e pericoli una strada di ferro da Napoli a Nocera, con un ramo per Castellamare; accordandogli la facoltà di prolungarla verso Salerno, Avellino, ed altri siti; e la dichiariamo opera di pubblica utilità.


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2[modifica]

Regolamento Circolazione Treni (1936).djvu


Regolamento Circolazione Treni delle Ferrovie dello Stato (1936)

Art. 1.

Dirigenza del movimento.

1. La corsa dei treni è regolata in ogni stazione, raddoppio o posto di movimento, da un dirigente il movimento, che deve essere stato a ciò dichiarato idoneo da apposita commissione d’esame e che porta in servizio uno speciale distintivo.

7. Su determinate linee a scarso traffico la circolazione dei treni potrà essere regolata, anzichè da dirigenti locali, di cui il comma 1, da un dirigente detto dirigente unico; invece su determinate linee a traffico intenso, nel regolare la circolazione dei treni, potrà intervenire insieme coi dirigenti locali, anche un dirigente centrale.


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3[modifica]

Sulle strade ferrate nello Stato pontificio.djvu


Sulle strade ferrate nello Stato pontificio di Benedetto Blasi (1847)

Il chiarissimo Sig.r Conte Ilarione Petitti, a persuadere la tanto bramata fusione d’interessi fra la Società Nazionale e la Bolognese, pubblicava non ha guari nel giornale le strade ferrate N.° 25. alcune avvertenze speciali necessarie nell’ordinamento delle concessioni di strade ferrate; avvertenze che la stessa Società Nazionale riproduceva nel suo giornale La locomotiva n.° 2. Partendo dal principio che non tutti i tronchi delle linee ferrate, di cui il Governo Pontificio ha permessa la costruzione, sono per riuscire utili agli azionisti, ma taluna utilissima, altra mediocre, quale cattiva, qual pessima...

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4[modifica]

Delle strade ferrate e della loro futura influenza in Europa.djvu


Delle strade ferrate e della loro futura influenza in Europa di Antonio Piola (1847)

Le nazioni, che prime furono ad illuminar coll’esempio, colsero altresì le prime i frutti della loro sagacità. Esse resero tributarie quelle meno di loro operose, obbligandole a vuotare nelle loro mani le proprie dovizie; esse crebbero in popolazione ed in ricchezze, l’una conseguenza dell’altra, e l’una e l’altra origine della forza e della potenza.

L’esempio divenne fecondo, e fu imitato; ma la supremazia commerciale ed industriale rimase sempre alle prime, poiché queste non si arrestarono nella carriera del perfezionamento....


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5[modifica]

Epilogo e Conclusione dello scritto intitolato Appello al buon senso pubblico.djvu


Epilogo e Conclusione dello scritto intitolato Appello al buon senso pubblico di Giovanni Milani (1842)

La strada Ferdinandea è la prima strada a vapore del Regno Lombardo-Veneto. Va dall’Adriatico alla città più occidentale del Regno da un porto ad un emporio, da Venezia a Milano. Per questo deve essere la spina dorsale di tutte le future comunicazioni a vapore del Regno. Così pensai e così penso. Fermo su questo, quando fui onorato dell’incarico di sceglierne la linea, e di compilarne il progetto, studiai la topografia del suolo che doveva attraversare e servire, gli interessi generali e durevoli di questo suolo, e come soddisfare e sviluppare si potessero, per la strada suddetta, col minor dispendio possibile.

Così scelsi e tracciai la linea principale e la diramazione di Bergamo, annodando direttamente in cammino tutte le città che annodare poteva, con pubblico vantaggio, e col maggior guadagno degli Azionisti, e recandomi vicino alle altre il più che poteva.


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