Questioni Pompeiane/Programmi gladiatorii

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I Trofei d’armi gladiatorie, e la Sica dei Treci L’Ambulatio e i Programmi popolari in Pompei

[p. 25 modifica]Nuovi programmi pompeiani appartenenti a spettacoli gladiatorii.

Nelle relazioni degli scavi pompeiani leggonsi alcuni programmi gladiatorii molto rilevanti: gli intonachi sono ora periti, laonde da quelle benemerite schede li leverò alla luce. Notasi adunque il 14 febbraio 1767 su di una colonna del quartiere dei soldati (ludus gladiatorius v. p. 98, seg.) essersi letto questo graffito

FAMILIA GLADIATORIA POMPONI FAVSTINI


Il 16 luglio si scoprì la entrata principale di questo edifizio, e sulla parte esterna fu letto il giorno 22

MALAET

TERTIOLE


poi in caratteri rozzi questo insigne programma:

AMPLIATI • Ii • • • FAMIL • CCi iAD • PVGN

PO RMΔIS • VF AiSI ARS • EI • VEI • FR


al lato destro
era graffita
una tromba
ricurva, indi
la leggenda:
TOTIVS ORBIS DESIDERIVM
MVN....M . VBIQ.
CVM POMPILO . M . FORTVNATO

Io conosco cinque famiglie gladiatorie in Pompei. La prima di Tib. Claudio Vero (Mus. Borb. T. XIII, 5; Guarini Fasti Duumv. p. 37.), la seconda di N. Festo Ampliato determinato dall’Avellino1 (Atti [p. 26 modifica]della Soc. Pont. T. III, p. 207): la terza di N. Popidio Rufo nota fino dalla pubblicazione delle Dissert. Isagog. p. 62: la quarta di Pomponio Faustino rivelataci dal giornale degli scavi (14 Febr. 1667), e la quinta di A. Suettio Certo. Cerii hanno le relazioni inserite nel T. 1 del Mus. Borb. p. 4, ma Certi è la vera lezione, e così è scritto sulla nuova via, ove ora si scava, nel programma SVETTIVM CERTVM//CLODIVS NYMPHODOTVS • CVPIDIS //√ (Cupidis(sime Orat) V(os) F(aciatis). Nella famiglia dei Popidii è saputo un N. Popidio Ampliato, ma il Popidio che ebbe famiglia gladiatoria si denomina Rufo.

Leggo adunque ed interpetro la prima iscrizione cosi: Ampliati (forse triduo) Familia Gladiatoria Pugnabit Po(mpeis) K. Mais Venatio, Sparsiones, et Vela erunt, le quali ultime parole lesse ottimamente così il sig. Fiorelli, dal quale ebbi comunicata la leggenda. A conferma richiamo il programma di Ti. Claudio Vero .... (Ma)rt Pompeis Ven(atio) (Athle)tae Sparsiones qua dies patientur erunt (Mus. Borb. T. XIII, 4), e di Cn. Alleio Nigidio Maio Dedicatione (therm)arum. Muneris2 Cn Allei Nigidi Mai ...... Venatio, [p. 27 modifica]Athletae, Sparsiones, Vela erunt (M. B. T. II, 6).

Segue la leggenda di Ampliato. Totius Orbis Desiderium, Mun(ificu)m Ubique, Cum Pompilo M. (forse Pompilio M. L.) Fortunato, e par sia perito il nome Ampliato, AMPLIATVM, a cui queste magnifiche frasi riguardano. Tito fu detto Orbis Amor (Auson. Caesar. II, 2), e πρὸς ἁπάντων ἔρως (Suid. ed Eutrop. VII. 6.), ed Amor ac deliciae generis humani (Victor in Tito, Sueton. in Tit. c. I. ).

Il medesimo giornale trascrive dipoi dalla medesima parete un altro programma, ove si avvisa che la famiglia gladiatoria di N. Popidio Rufo darà lo spettacolo di una caccia il giorno 29 di Ottobre. Questo intonaco fu staccato con altri pur gladiatorii, e si fecero incidere in una tavola che è la IX delle Dissert. Isagog. dal dotto Rosini (v. il n. 1, 2, 4, 5,). Ma sopra tutte ha grande importanza questa che io traggo dalle relazioni del giornale del 6 Agosto.

(lettere alte un palmo 1/3)          PRO SA
          • • • • • • CAESARIS • AVGV • • LIF
          • • • • • • DEDICATIONEM • ARAE •
          FLAMI • • • • CAESARIS • AVGVSTI • PV
                         IIII • NON • IVL • VENATIO


LVTE
F • AVRVMQVI .                 (alte once 3)
AMENTIAE • GNEI • NIGIDI MAI
GN • POMPEIS • SINE • VLLA • DILATIONE

VELA ERVNT queste due parole erano scritte in nero ed in forma più piccola


[p. 28 modifica]Cotal legenda parmi si possa interpretare, e supplire a questo modo: Pro salute (Imperatoris) Caesaris Augusti Liberorumque (eius, et ob) dedicationem arae Amentiae Gnei Nigidi Mai flami(nis) Caesaris Augusti, Pugna3 Pompeis sine ulla dilatione, iiii Nonas Iulias, Venatio, Vela erunt. Questa nuova formola, sine ulla dilatione, richiama naturalmente al pensiero un’altra non meno singolare del programma di Ti. Claudio Vero, qua dies patientur. Onde parmi il senso sia questo, che essendosi talvolta tralasciata alcuna cosa promessa nel programma, con dispiacere del popolo, Tiberio Claudio ne avverte che vi saranno le sparsiones, in quanto i giorni lo permetteranno. Qualche altra volta sarà pure accaduto, che lo spettacolo stesso si differisse; per la qual cosa Ampliato a conciliarsi più favore ne promette, che lo spettacolo si darà al giorno determinato, sine ulla dilatione. In altro programma edito dall’Avellino (Bull. Instit. 1831, 12) si legge. PRO • SALVTE • DOMVS • AVG • GL • PAR ••• QVO • TEMPORE • HABEBIT • SEI • FEC • • • Ove parmi l’editore prometta le coppie dei gladiatori, tostoche le avrà, quo tempore habebit.

Un flamine di Augusto, quando era egli ancor vivo, siccome non fa maraviglia altrove, così neanche deve recarla in Pompei, ove al 752 M. Holconio [p. 29 modifica] Rufo dicesi Augusti Sacerdos (Mom. I. N. 2231), e non molto dopo anche Flamen Augusti nella epigrafe scolpita su di un gradino del teatro pompeiano più grande (I. N. 2232) nel suo quinto duumvirato, che fu quinquennale.

Fuori delle conferme, che ne vengono all’uso gladiatorio di quest’edifizio dalle molte epigrafi di tal genere, il programma di Nigidio Maio ci regala una novità di culto, la Dea Amentia, alla quale egli dedicò un’ara, sollennizzandone cogli spettacoli gladiatorii il giorno. Il poveruomo dovette persuadersi, appena guarito da un tal male, che questa divozione gli avrebbe tenuto lontano da sua casa quella trista diavolessa, δαίμονα ταύτην χαλεπὴν τοῖς ἔχουσι, come Luciano lasciò scritto (De Parasito 2). E sia lodato Iddio, ed il Signor nostro Gesù Cristo, che da così solenni pazzie d’idolatrici culti ci ha liberati, e teniamoci fermi alla pietra angolare, alla vera Chiesa base e fondamento di Verità: il negarle ubbidienza scelus est Idololatriae! — Terzo programma.

cN ALLEI. NIGIDI •
M.QVINQ GL PAR XX •ET•EOR•SVP
VENERIT . MAIO QVINQ FELICI

P • PVGN • POMPEIS • VIII • VII • VI • K • DIC

TER PAR III

Questo insigne programma è stato trascritto da me da una parete a destra della via, che va verso la porta [p. 30 modifica]detta di Nola, ove è dipinto. Lo Gneo Alleio Nigidio Maio di questa epigrafe è quel medesimo, che diede uno spettacolo il giorno, in che si aprirono le terme pompeiane4, ed un altro per la salute di Augusto e per la dedicazione dell’ara posta alla Pazzia, come si rileva dal programma illustrato or ora; da questo terzo che è tuttavia in Pompei impariamo, che Nigidio fu creato duumviro quinquennale, e che diede perciò altro sontuoso spettacolo al popolo di venti paia di gladiatori, coi sostituiti, che combatterono in Pompei i giorni 23, 24, 25 di Novembre. L’iscrizione si deve leggere, ed interpretare così: Cn. Allei Nigidii Mai Quinquennalis Gladiatorum paria viginti et eorum suppositicii pugnabunt Pompeiis VIII, VII, VI K. Dicembres. Venerit, Maio Quinquennali Feliciler, par triduum. Dei gladiatori sostituiti è questo il primo monumento, che ci parli; i luoghi degli scrittori sono stati già raccolti dal Lipsio. Il PAR III parmi si debba interpretare par triduum, e venerit, ritorni. Venga di nuovo, coi buoni augurii a Maio Quinquennale, un triduo di spettacoli uguale a questo. Ricordo simile acclamazione Maio Principi Coloniae feliciter del programma gladiatorio dipinto sulla esterna parete delle Terme.

Note

  1. Questo dotto legge Festius, che io non approvo. Paragonisi il pompeiano M. Faustus Silo, e si comprenderà che son due cognomi gnomi, e vi si tralascia il nome gentile, che dovea essere Aquilio; come mi risulta da un graffito del medesimo corridoio, nel quale leggesi M. AQVIL PAVSTVS, e di sotto vedesi graffita una figura rincagnata, probabilmente in luogo del soprannome Silo.
  2. Cosi la relazione, ma forse dovrà interpretarsi Munere S(ummo) col ragguaglio della epigrafe sovrapposta alle scene gladiatorie del sepolcro di Scauro Munere . . . Ampliati. P. F. Summo. Il P. F. s’interpreta dall’Avellino Q. F. (Quinti filii), ma il Festo Ampliato ebbe prenome Numerio (V. Avell. negli atti cit. p. 207; forse dovrà spiegarsi Pro Funere.
  3. Manca quì Familia Gladiatoria, onde non può interpretarsi Pugnabit siccome in altra simile (Avellino L. c.). Pugna sarà quindi nel subietto presente il sinonimo dello spettacolo che davano i gladiatori combattendo fra di loro, come Venatio è la pugna colle fiere (Cf. Artemid. II. 33).
  4. La fabbricazione di queste Terme precede il 736, nel qual anno furono duumviri M. Staio Rufo, e Cn. Melisseo Apro, i quali posero il Labrum nella stufa di dette Terme (I. N. 2217).