Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Lettere/109
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109. P. Bembo a M. Benedetto Trivigiano[1]. A Vinegia.
Non saprei[2] dire qual più caro stato mi sia, molto onorato M. Benedetto mio, o l'onore, che mi fate con le vostre e lettere e rime, o il vedere io voi esser Poeta, la qual cosa io non saprea, nè agevolmente creduta l'arei, così a pieno, se io veduta non l'avessi come ho. Tuttavia vi rendo dell'una[3] molte grazie, dell'altra con voi grandemente mi rallegro, e dicovi che i vostri due Sonetti sono belli e gentili, e sonomi molto piaciuti[4], e possono a ciascuno ragionevolmente piacere. Ed anco la vostra lettera mostra venir da diligente prosatore[5], e nella buona lingua usato, e fa il mio piacer e diletto in ciò tanto ancora maggiore. Se io non fossi per esser costi di brieve[6], scriverei più a lungo. Ma dovendo vedervi tosto, mi riserberò a ragionare con voi a bocca[7]. In questi mezzo starete sano. A' 9 di settembre 1630. Di Padova.
Note
- ↑ Arg. Lo ringrazia delle sue lettere e rime, e ne fa fede.
- ↑ Equidem nescio utrum nihi dulcius contigerit, predare mi Benedicte,... quod litteras versusque tuom... an quod se poetam cognoverim.
- ↑ ...de altero gratias... de altero...
- ↑ mihique valde probantur,
- ↑ ...sedata orationem perbelle utentem arguint atque in... versatum.
- ↑ Ni mea concessurui hint esamni,
- ↑ ...presens de his verba faciam...