Vai al contenuto

Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Lettere/109

Da Wikisource.
109. P. Bembo a M. Benedetto Trivigiano. A Vinegia.

../108 ../110 IncludiIntestazione 30 novembre 2025 75% Lettere

Lettere - 108 Lettere - 110
[p. 127 modifica]

109. P. Bembo a M. Benedetto Trivigiano[1]. A Vinegia.


Non saprei[2] dire qual più caro stato mi sia, molto onorato M. Benedetto mio, o l'onore, che mi fate con le vostre e lettere e rime, o il vedere io voi esser Poeta, la qual cosa io non saprea, nè agevolmente creduta l'arei, così a pieno, se io veduta non l'avessi come ho. Tuttavia vi rendo dell'una[3] molte grazie, dell'altra con voi grandemente mi rallegro, e dicovi che i vostri due Sonetti sono belli e gentili, e sonomi molto piaciuti[4], e possono a ciascuno ragionevolmente piacere. Ed anco la vostra lettera mostra venir da diligente prosatore[5], e nella buona lingua usato, e fa il mio piacer e diletto in ciò tanto ancora maggiore. Se io non fossi per esser costi di brieve[6], scriverei più a lungo. Ma dovendo vedervi tosto, mi riserberò a [p. 128 modifica]ragionare con voi a bocca[7]. In questi mezzo starete sano. A' 9 di settembre 1630. Di Padova.

Note

  1. Arg. Lo ringrazia delle sue lettere e rime, e ne fa fede.
  2. Equidem nescio utrum nihi dulcius contigerit, predare mi Benedicte,... quod litteras versusque tuom... an quod se poetam cognoverim.
  3. ...de altero gratias... de altero...
  4. mihique valde probantur,
  5. ...sedata orationem perbelle utentem arguint atque in... versatum.
  6. Ni mea concessurui hint esamni,
  7. ...presens de his verba faciam...