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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Lettere/137

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137. T. Tasso a Guidobaldo II, duca di Urbino. A Pesaro.

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137. T. Tasso a Guidobaldo II, duca di Urbino[1]. A Pesaro.


Piacque al signor Iddio di richiamare a sè il quarto di settembre la benedetta anima di mio padre[2]; la cui morte benchè matura molto, è nondimeno a me paruta acerbissima: e mi persuado c'assai dispiacerà[3] a l'Eccellenza Vostra, avendolo dovuto, come ha mostro con tanti segni, nel numero de' suoi più cari servitori, e conoscendo quanto egli particolarmente sovra ogn'altro la osservava. Ma di questa osservanza, e de gli oblighi infiniti[4] c'aveva a l'Eccellenza Vostra, io molto volentieri sono rimaso erede; e se così passerà verso me quella benevolenza con la quale Vostra Eccellenza ebbe sempre in protezione lui e le cose sue, assai ampio patrimonio[5] giudicherò che [p. 152 modifica]m'abbia lasciato. E con questo, pregando felice fine a' suoi onorati desiderii, umilmente le bacio le mani. Di Ferrara, il 28 di settembre (1569).

Note

  1. Arg. Gli annunzia la morte del padre.
  2. Pridie nonas septembris oblit (sic voluerunt Superi) puter mens.
  3. ...magnam puto te inde modestiam perceptarum qui inter familiares... te præ cæteris coluerit.
  4. Verum huius absequii tuarumque in ipsum meritorum ipse liberis heres sum factus,
  5. haud exigui me patrimonii heredem putabo... Tibi igitur... precatus,