Vai al contenuto

Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Lettere/142

Da Wikisource.
142. Torquato Tasso ad Antonio Costantini.

../141 ../143 IncludiIntestazione 6 dicembre 2025 75% Lettere

Lettere - 141 Lettere - 143
[p. 156 modifica]

142. Torquato Tasso ad Antonio Costantini[1].


Che dirà il mio signor Antonio quando udirà[2] la morte del suo Tasso? e, per mio avviso, non tarderà molto la novella: perchè io mi sento al fine della mia vita: non essendosi potuto trovar mai rimedio a questa mia fastidiosa indisposizione, sopravvenuta alle molte altre mie solite[3], quasi rapido torrente; dal quale, senza potere avere alcun ritegno, vedo chiaramente esser rapito. Non è più tempo[4] che io parli della mia ostinata fortuna, per non dire dell'ingratitudine del mondo: la quale ha pur voluto aver la vittoria di condurmi alla sepoltura mendico; quando io pensava che quella gloria che, mal grado di chi non vuole[5], avrà questo secolo da' miei scritti, non fosse per lasciarmi in alcun modo senza guiderdone. Mi sono fatto condurre in questo monastero di Sant'Onofrio, non solo perchè l'aria è lodata dai medici[6] più che d'alcun'altra parte di Roma, ma quasi per cominciare da questo luogo eminente, e colla conversazione di questi divoti padri, la mia conversazione in cielo. Pregate Iddio per me: e siate sicuro che, siccome vi ho amato ed onorato sempre nella presente vita, così farò per voi nell'altra più vera, ciò che alla non finta, ma verace carità s'appartiene[7]. Ed alla divina grazia raccomand voi e me stesso. Di Roma, in Sant'Onofrio (aprile 1595).

Note

  1. Arg. Presentimento della vicina morte.
  2. ...Torquui sui mortem accipiet, cuius nuncius, mea quidem sentendis, mos ad te veniet.
  3. quæ tot altis quibus habero accessit, voluti armis quæ me abripi video, nullo salutis spe.
  4. iam tempus non est id...
  5. soprabilus valentibus antecoheris...
  6. non recta quod aer a meliora commendans pro contavis...
  7. neque dubites quid... tibi sunt propositatio quam recto mea caritatis.