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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Lettere/143

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143. Il Card. Bentivoglio a Mons. Modigliana.

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143. Il Card. Bentivoglio a Mons. Modigliana[1].


Questa seconda lettera ch'io scrivo a V. S. R. è un parto dell'Alpi; onde le comparirà innanzi[2] tutta orride. Che teme ella? teme di vederla e di leggerla? Non tema, no; che d'alpi e di balze non avrà altro che i nomi; laddove io ne ho provati gli effetti per sette giorni, montando e scendendo continuamente, finchè pur son giunto, Dio lodato, a Lucerna; che vuol dire alla parte più piana di questo paese impraticabile[3] degli Svizzeri. Da Ferrara venni a Milano. Passai per Modena e per Parma, raccolto ed alloggiato con grand'onore[4] dall'uno e dall'altro di quei due principi. In Milano fui ospite del signor cardinal Borromeo, che mi raccolse e trattò veramente con umanità singolare; e dopo aver soddisfatto al debito offizio col conte di Fuentes, me ne partii, e di là me ne venni verso gli Svizzeri. A Verese, ultimo luogo dello Stato di Milano, mi licenziai dall'Italia, che ivi ella cominicia a perdere il nome e la lingua[5]. Tutto il resto sin qui è stato alpi, balze, dirupi, precipizi, una sopra un'altra montagna e San Gottardo sopra di tutte che porta le nevi in cielo, e ch'a me ora ha fatto vedere il verno di mezza state. Ma finalmente io mi trovo, com'ho detto, in Lucerna, e fra mille comodità e favori che ricevo da monsignor nunzio Verallo. Lucerna è in bel sito. Siede sopra un gran lago in un angolo, il qual si passa con un lunghissimo e bellissimo ponte di legno tutto coperto. Jeri monsignor nunzio mi condusse in senato, al quale io presentai un Breve[6] della Santità di Nostro Signore, accompagnandolo con l'offizio a bocca, che bisognava. Lucerna ha il primo luogo fra i sette Cantoni [p. 158 modifica]cattolici[7]. Altri cinque ve ne sono d'eretici; ed uno misto d'abitanti dell'una e dell'altra sorte. Questa è tutta l'unione svizzera. Ritengon la unione di tutti ineieme con una lega generale[8] che si fa una o più volte ogni anno, dove si tratta degli interessi comuni; hanno ancora altre leghe particolari fra loro, secondo ch'i tempi e gl'interessi hanno congiunto più strettamente questi con quelli. Nel resto ogni Cantone è repubblica a parte[9], e son molto differenti i governi fra loro. Altri son popolari; altri d'aristocrazia; altri misti. Tutti hanno abborrito sempre l'imperio d'un solo, da che i primi si sottrassero all'ubbidienza di Casa di Austria. In Altorfo, per esempio, dove io sono passato, la moltitudine esce alla campagna; tutti concorrono a dare i suffragi, e li danno alzando le mani. A questo modo fanno le leggi ed eleggono i magistrati. Qui all'incontro il senato governa, e si restringe a certe famiglie; ed in altri Cantoni il senato non delibera in certe maggiori occorrenze, che non siano convocati i Mestieri[10], che vuol dire la moltitudine. Con diversi principi, e particolarmente coi due re, hanno lega gli Svizzeri; ma con varie eccezioni ed in varie maniere. I Cantoni cattolici col re di Spagna; i cattolici e gli eretici col re di Francia. Da tutte le parti ricevon danari[11]; a tutti si vengono; vi son le pensioni generali; vi son le particolari: e un medesimo Cantone, anzi un uomo medesimo ha danari dall'una e dall'altra corona. Vendono il servizio de' corpi ad altri[12], ma ritengon la libertà del paese per loro; al che sono ajutati non meno dalle forze della natura che dalla ferocia di loro [p. 159 modifica]medesimi. La natura è forte qui soprammodo, e soprammodo anche povera. Onde chi vorrebbe provarsi ad espugnar l'Alpi? e chi vorrebbe desiderar di signoreggiarle? Le Alpi son per gli Svizzeri, e gli Svizzeri all'incontro per l'Alpi. Ma non più delle cose loro. Dimani parto di qua, ed in un giorno e mezzo, piacendo a Dio, arriverò a Basilea. Questo ho avuto di buono[13] fra tanti monti, che mi hanno difeso dal sole, difeso in maniera che qualche volta fra le immense loro muraglie sono stato un mezzo di intiero[14] senza vederlo. E per fine a V. S. R. bacio con ogni affetto le mani. Di Lucerna, ai 21 di luglio 1607.

Note

  1. Arg. Gli parla delle Alpi da lui valicate, e gli descrive la Svizzera dove ora trovasi.
  2. omnimo horrida tibi videbitur.
  3. in planissimam scillicet partem asperæ Helvetiorum regionis.
  4. perhonorifice ab utroque...
  5. Italiæ valedixi cuius ibi nomen et sermo desiut.
  6. Heri ab legato nostro in eorum senatum admissus, pontificias litteras exbihui, verbis additis quæ...
  7. Inter septem Helvetiæ... pagos princeps habetur Lucernensis.
  8. omnes inter se continentur fœdere perpetuo ac concilio quod semel vel pluties... habetur.
  9. Ceterum quisque pagus rem suam separatim et vox prorsus ratione gerit; alius enim populares, aliis optimates, aliis utrique maxime præsunt.
  10. sunt vero pagi, in quibus nil... sine artificum, idest plebis comitiis.
  11. Undique pecuniam corrugano, omnibus venales prostant; pensiones sunt tum generales, tum...
  12. Corporis libertatem aliis vendunt, regionis non vendunt: ad quod confert et loci matura et incolarum...
  13. Hoc mihi commodi tot attulerunt montes, quod solis radios...
  14. ...ut per totam diei partem dimidium prorsus... non viderim.